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Napoli, report Save the Children: più di un minore su dieci vive nel disagio sociale

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
23 Maggio, 2026
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Un quadro sociale preoccupante quello che emerge dal nuovo report di Save the Children dedicato alle grandi città italiane e alla condizione dei minori nei contesti urbani più fragili. A Napoli, secondo lo studio, oltre un minore su dieci – l’11,2% dei residenti tra 0 e 17 anni – vive in aree di disagio socioeconomico urbano, con forti disuguaglianze che incidono direttamente su crescita, istruzione e opportunità future.

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Il dato si inserisce in una più ampia indagine nazionale che fotografa le cosiddette “Aree di disagio socioeconomico urbano” (ADU), zone individuate dall’Istat dove la concentrazione di fragilità sociali ed economiche è particolarmente elevata e persistente.

Il dato su Napoli: oltre l’11% dei minori in aree fragili

Nel capoluogo campano, il report evidenzia come più di un bambino e adolescente su dieci cresca in quartieri segnati da difficoltà strutturali: povertà, disoccupazione, scarsa disponibilità di servizi educativi e culturali, e una maggiore esposizione al rischio di dispersione scolastica.

Secondo i dati, queste aree concentrano una quota significativa della popolazione minorile cittadina e rappresentano uno dei principali indicatori delle disuguaglianze territoriali che attraversano Napoli e la sua area metropolitana. 

Il dato più allarmante: il 60,1% delle famiglie in povertà relativa

Uno degli elementi più critici del report riguarda la condizione economica delle famiglie che vivono in queste stesse aree: a Napoli, il 60,1% delle famiglie si trova in condizioni di povertà relativa.

Si tratta di un valore che evidenzia una concentrazione molto alta di fragilità economica, con effetti diretti sulla qualità della vita dei minori: accesso limitato a servizi, minori opportunità educative, difficoltà nell’inserimento sociale e culturale.

Il report sottolinea come questa condizione non sia episodica ma strutturale, radicata in alcune zone specifiche della città, dove le disuguaglianze si trasmettono da una generazione all’altra.

Povertà educativa e disuguaglianze territoriali

L’indagine di Save the Children si inserisce nel più ampio filone di studi sulla povertà educativa, che negli ultimi anni ha evidenziato come il contesto di nascita incida profondamente sulle possibilità di sviluppo dei minori.

In queste aree urbane, infatti, si registrano un maggiore rischio di dispersione scolastica, minore partecipazione ad attività culturali e sportive, difficoltà nell’accesso a servizi educativi di qualità, condizioni familiari spesso segnate da precarietà economica e sociale.

Un fenomeno concentrato nelle grandi città del Sud

Il report evidenzia inoltre che Napoli, insieme ad altre grandi città come Roma, Milano, Torino e Palermo, concentra la maggior parte dei minori che vivono in zone ADU in Italia.

Nel complesso, si stima che nelle città metropolitane italiane circa il 10% dei minori viva in contesti urbani fragili, con un impatto significativo sulle prospettive future e sulla mobilità sociale. 

L’appello: interventi strutturali e servizi per i minori

Save the Children richiama la necessità di interventi strutturali e continuativi: potenziamento dei servizi educativi, rafforzamento dei presidi sociali nei quartieri più fragili e investimenti mirati per ridurre il divario tra centro e periferia.

L’obiettivo, sottolinea l’organizzazione, è interrompere il ciclo della povertà educativa e garantire pari opportunità di crescita a tutti i minori, indipendentemente dal quartiere in cui nascono.

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