Nuovo sviluppo nelle indagini sulla morte del giovane carabiniere di 25 anni trovato senza vita lo scorso aprile. La Procura della Spezia ha convocato i genitori del militare per essere ascoltati in merito alla vicenda, mentre il fascicolo aperto dal pubblico ministero Monica Burani prosegue con l’ipotesi di istigazione al suicidio, al momento contro ignoti.
La decisione arriva nell’ambito di un’inchiesta ancora aperta e caratterizzata da diversi accertamenti tecnici e testimonianze, con l’obiettivo di chiarire con precisione la dinamica dei fatti e il contesto personale del giovane.
L’indagine e il fascicolo per istigazione al suicidio
Secondo quanto emerge dagli atti, il pubblico ministero Burani ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio dopo la morte del carabiniere, avvenuta il 22 aprile. L’ipotesi investigativa era stata già sollevata dai familiari, che non hanno mai escluso la possibilità che dietro il gesto possano esserci pressioni o circostanze ancora da chiarire.
Al momento, il fascicolo risulta contro ignoti, ma gli inquirenti stanno procedendo con una serie di approfondimenti, tra cui l’analisi dei dispositivi elettronici e ulteriori verifiche tecniche disposte dalla Procura.
I genitori ascoltati in Procura
La convocazione dei genitori è stata disposta direttamente dal sostituto procuratore Burani, che ha accolto anche alcune istanze presentate dai legali della famiglia. L’audizione ha lo scopo di raccogliere elementi utili sulle ultime settimane di vita del giovane, sul suo stato d’animo e su eventuali confidenze fatte ai familiari.
I genitori del carabiniere, secondo quanto già riferito in precedenza, avevano chiesto di essere ascoltati per riferire dettagli ritenuti importanti per le indagini.
Accertamenti tecnici e verifiche sul telefono
Parallelamente all’ascolto dei familiari, la Procura ha disposto una serie di accertamenti tecnici. Tra questi, figura l’analisi forense del telefono cellulare del militare, sequestrato subito dopo il ritrovamento del corpo.
Gli inquirenti stanno inoltre valutando ulteriori consulenze scientifiche per ricostruire con esattezza le ultime ore di vita del giovane e verificare eventuali elementi compatibili con pressioni esterne o situazioni di disagio.
Un’inchiesta ancora aperta
La vicenda resta al centro di un’indagine delicata, nella quale non si esclude alcuna pista. La Procura, guidata dal pm Burani, sta cercando di ricostruire ogni dettaglio utile a chiarire se si sia trattato di un gesto volontario oppure se possano emergere responsabilità di terzi.
Le prossime settimane saranno decisive per l’esito degli accertamenti e per l’eventuale individuazione di elementi nuovi.











