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Carabinieri impegnati nei controlli ai flussi turistici nelle isole: affitti abusivi nel mirino

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
4 Maggio, 2026
in Cronaca
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Carabinieri impegnati nei controlli ai flussi turistici nelle isole: affitti abusivi nel mirino
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La stagione balneare è alle porte e già in questo ponte del primo maggio i turisti hanno invaso spiagge e isole. Un banco di prova per i carabinieri della compagnia di Ischia impegnati fino a notte fonda nei controlli agli afflussi turistici con la piaga delle fittanze abusive che non si placa.
Alla fine saranno 319 le persone identificate e 217 i veicoli controllati. Non sono mancati i controlli in mare con la motovedetta dell’Arma che ha ispezionato 11 imbarcazioni.

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A Forio i carabinieri della locale stazione hanno supportato il Nas di Napoli nei controlli alle attività. Il titolare di un hotel è stato sanzionato e la dispensa del ristorante è stata chiusa per gravi carenze igienico sanitarie. La posizione dell’imprenditore si è anche aggravata con una segnalazione che è partita al Nil di Napoli perché nell’attività sono stati trovati 4 lavoratori in nero.

A Procida i carabinieri della locale stazione hanno denunciato il titolare di un B&B. L’uomo aveva pubblicizzato in modo fraudolento la propria struttura su una nota piattaforma online che si occupa di prenotazioni camere o alloggi.
L’imprenditore, in sostanza, aveva inserito nel sito per la registrazione la denominazione aziendale e il codice C.I.N. di un’altra struttura ricettiva esercitando così l’attività senza certificazione di agibilità dell’immobile che in realtà è pericolante con ordinanze comunali di messa in sicurezza e interdizione. Come se non bastasse, l’uomo è stato denunciato anche perché all’interno della struttura i carabinieri hanno trovato due ospiti che non erano stati registrati.

Su Ischia i militari hanno segnalato al Tribunale di sorveglianza di Napoli un 25enne sottoposto agli arresti domiciliari. Durante un controllo, la pattuglia ha sorpreso l’uomo che era in compagnia di altre 8 persone estranee al nucleo familiare che volevano trascorrere il ponte del 1 maggio.

Attimi di tensione in serata nel porto di Casamicciola terme dove i carabinieri della locale stazione hanno identificato un 41enne napoletano. L’uomo aveva colpito con un pugno al volto il dipendente di una compagnia di navigazione. La vittima stava sollecitando le operazioni di imbarco visto che la nave stava facendo tardi a causa della folla. Il giornale di bordo del traghetto è stato acquisito per valutare l’incidenza dell’episodio sul ritardo della partenza.

Sempre a Casamicciola i militari hanno denunciato un trentaseienne di Lacco ameno che a bordo di una ape Car si rifiutava di sottoporsi all’alcoltest. Il veicolo e la patente sono stati ritirati.

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Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola.  «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti.  L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti.  L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.

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