Era originario del Bangladesh e viveva in una struttura di accoglienza a San Gennaro Vesuviano. È morto il 16 ottobre all’Ospedale del Mare, quattro giorni dopo un grave incidente sul lavoro. La Procura ha disposto il sequestro della salma e del muletto coinvolto. Da chiarire perché nessuna forza di polizia fosse stata informata dell’infortunio.
Aveva appena 30 anni. Veniva dal Bangladesh e viveva in una struttura di accoglienza a San Gennaro Vesuviano. È morto venerdì 16 ottobre all’Ospedale del Mare di Napoli, dopo quattro giorni di ricovero per le gravi ferite riportate in un incidente sul lavoro. Eppure, fino al momento del decesso, nessuna forza di polizia sarebbe stata informata di quanto accaduto.
La sua storia è emersa soltanto dopo la morte. E c’è un particolare che rende questa vicenda ancora più inquietante: non conosciamo nemmeno il suo nome.
A ricostruire i primi contorni della tragedia sono stati i carabinieri della stazione di San Gennaro Vesuviano, intervenuti nell’ospedale di Ponticelli dopo essere stati allertati dal personale sanitario. Sulla vicenda è stata avviata un’indagine per chiarire la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.
L’incidente sul lavoro il 12 ottobre: l’urto con un muletto e la caduta
L’infortunio risale al 12 ottobre, quando il trentenne era impegnato in un’attività lavorativa per conto di un consorzio agricolo nel territorio di San Gennaro Vesuviano.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, l’uomo sarebbe stato urtato da un muletto durante una manovra. In seguito all’impatto sarebbe precipitato da un’altezza considerevole, riportando lesioni gravissime.
Trasportato all’Ospedale del Mare di Napoli, è rimasto ricoverato per quattro giorni. Le sue condizioni non gli hanno lasciato scampo: la morte è sopraggiunta nella serata del 16 ottobre.
Stando alle prime informazioni diffuse, il lavoratore sarebbe stato regolarmente assunto. Saranno gli accertamenti a chiarire nel dettaglio le circostanze dell’infortunio, le condizioni di sicurezza in cui si svolgeva l’attività e le eventuali responsabilità.
Nessuna forza di polizia informata dopo l’incidente
È questo uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda.
Secondo quanto emerso finora, dopo l’incidente del 12 ottobre nessuna forza di polizia sarebbe stata avvisata. I carabinieri sono intervenuti soltanto il 16 ottobre, quando i sanitari dell’Ospedale del Mare hanno comunicato il decesso del lavoratore.
Perché l’infortunio non era stato segnalato alle autorità? Come sono state gestite le ore successive alla caduta? Chi era presente al momento dell’incidente e quali soccorsi sono stati prestati?
Sono interrogativi ai quali dovranno rispondere le indagini. Al momento, la mancata segnalazione è un elemento riportato nelle prime ricostruzioni, ma saranno gli accertamenti a stabilire con precisione che cosa sia accaduto e se vi siano responsabilità anche sotto questo profilo.
La Procura dispone l’autopsia: sequestrato anche il muletto
La Procura ha disposto il sequestro della salma per consentire l’esame autoptico e quello del muletto coinvolto nell’incidente.
Alle indagini partecipano i carabinieri, il Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) e il personale dell’ASL. Gli accertamenti dovranno ricostruire la dinamica dell’infortunio, verificare le condizioni di sicurezza presenti sul luogo di lavoro e individuare eventuali responsabilità.
L’autopsia potrà contribuire a chiarire le cause del decesso e le conseguenze delle lesioni riportate dal trentenne. Anche il mezzo sequestrato sarà oggetto di verifiche tecniche. Per il momento, la ricostruzione resta quella iniziale, in attesa degli esiti investigativi.
Un uomo senza nome, una morte che non può restare nell’ombra
Aveva 30 anni. Veniva dal Bangladesh e viveva in una struttura di accoglienza a San Gennaro Vesuviano. Lavorava per un consorzio agricolo e, secondo le prime informazioni, aveva un regolare contratto.
Oltre questi pochi elementi, della sua storia pubblica sappiamo pochissimo. Non è stato reso noto il suo nome. Non conosciamo il suo percorso, i suoi affetti, le persone che potrebbero averlo aspettato o che oggi piangono la sua morte.
Sappiamo, invece, che il 12 ottobre è rimasto gravemente ferito mentre lavorava e che quattro giorni dopo è morto in ospedale. Sappiamo che la vicenda è arrivata all’attenzione delle forze dell’ordine soltanto dopo il decesso.
È morto dopo un incidente sul lavoro e il silenzio che ha accompagnato questa vicenda racconta un’altra tragedia dentro la tragedia.









