Emergono nuovi dettagli sull’omicidio del 20enne Vincenzo Iannitti, ucciso nel Casertano da un suo amico. Davanti al giudice per le indagini preliminari, il giovane reo confesso ha espresso pentimento, chiedendo scusa per quanto accaduto e ha fornito la sua versione dei fatti.
Nel corso dell’udienza di convalida del fermo, il 19enne ha confermato la confessione già resa agli inquirenti, aggiungendo parole di pentimento: avrebbe dichiarato di essere dispiaciuto e di voler chiedere scusa per l’accaduto.
Il giovane è accusato di omicidio e occultamento di cadavere per la morte dell’amico, avvenuta nella frazione di San Castrese, nel territorio di Sessa Aurunca.
Secondo quanto riferito dal reo confesso, il rapporto con la vittima sarebbe stato segnato da tensioni legate allo stile di vita di Vincenzo.
Il 19enne ha sostenuto davanti al giudice di aver più volte cercato di dissuadere l’amico, ritenuto “sulla cattiva strada”. Una versione che tenta di dare un contesto al delitto, anche se il movente resta ancora poco chiaro per gli investigatori.
Restano invece confermati i punti principali emersi nelle indagini. Il giovane ha colpito la vittima con almeno due coltellate, successivamente ha gettato il corpo dal terrazzo della propria abitazione, il cadavere è stato nascosto in un edificio abbandonato, coperto con materiali di fortuna.
Il corpo di Vincenzo è stato ritrovato dopo settimane, in avanzato stato di decomposizione, a seguito delle ricerche scattate dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla madre.
Nonostante la confessione, restano molti interrogativi.
In un primo momento il 19enne aveva parlato genericamente di una lite, senza fornire un movente preciso.
Ora la nuova versione, legata al tentativo di “aiutare” l’amico, sarà valutata dagli inquirenti, che continuano a indagare per ricostruire con esattezza quanto accaduto.











