A Napoli scatta l’allerta sanitaria per l’aumento dei casi di Epatite A.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza urgente che vieta il consumo di frutti di mare crudi in tutti i ristoranti e pubblici esercizi cittadini, nel tentativo di contenere la diffusione del virus.
Il provvedimento, definito “contingibile e urgente”, arriva dopo il monitoraggio delle autorità sanitarie locali, tra cui l’ASL Napoli 1 Centro, che hanno registrato un incremento significativo dei contagi nelle ultime settimane.
La misura è chiara e severa: vietato servire frutti di mare crudi in ristoranti, bar e locali. Sanzioni fino a 20mila euro per chi non rispetta il divieto. Consentita la vendita, ma non il consumo sul posto.
Forte raccomandazione ai cittadini: evitare di mangiarli anche a casa. Una scelta che punta a ridurre uno dei principali veicoli di trasmissione del virus, spesso legato al consumo di alimenti contaminati, in particolare molluschi crudi.
L’epatite A è una malattia infettiva del fegato che si trasmette prevalentemente per via oro-fecale, attraverso acqua o cibi contaminati.
I frutti di mare crudi, soprattutto se non adeguatamente controllati o conservati, rappresentano un rischio elevato.
I sintomi più comuni includono:febbre, nausea e vomito, stanchezza, ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi).
Negli ultimi giorni, i dati raccolti dalle autorità sanitarie hanno evidenziato un aumento dei casi, facendo scattare l’intervento immediato del Comune.
Il volantino diffuso dalle autorità sanitarie sottolinea alcune regole fondamentali per prevenire il contagio: lavare accuratamente le mani e gli alimentiseparare cibi crudi e cotti, cuocere bene i frutti di mare (almeno 4 minuti dopo l’ebollizione), lavare e disinfettare frutta e verdura, consumare frutti di bosco solo dopo cottura.
L’ordinanza del sindaco Manfredi rappresenta un segnale forte, ma anche un invito alla collaborazione dei cittadini e degli operatori del settore alimentare.
La tradizione gastronomica napoletana, che spesso include il consumo di frutti di mare crudi, deve temporaneamente fare i conti con l’emergenza sanitaria. La priorità, in questo momento, resta la tutela della salute pubblica.
Le autorità continueranno a monitorare la situazione: il divieto resterà in vigore fino a quando il rischio contagio non rientrerà nei livelli di sicurezza.











