Protagonista del decimo episodio di “Napolitan-Il Podcast” è Antonino Salvia, figlio di Giuseppe Salvia, il vicedirettore del carcere di Poggioreale ucciso dal boss Raffaele Cutolo.
Questa storia parla di coraggio, integrità e fedeltà allo Stato ed è ambientata in un’epoca in cui la camorra cercava di imporsi anche dentro le carceri italiane. Questa è la storia di Giuseppe Salvia, un uomo delle istituzioni che non ha mai voluto piegarsi al potere di uno dei boss più temuti della camorra: Raffaele Cutolo.
Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale, era conosciuto per la sua correttezza, il rispetto delle regole e il suo attaccamento ai valori dello Stato. Nel novembre del 1980, quando Cutolo rifiutò di essere perquisito al rientro in cella, fu proprio Salvia a insistere perché venissero rispettate le norme provvedendo ad effettuare personalmente quella perquisizione, nonostante il rischio evidente di affrontare uno dei detenuti più pericolosi e influenti dell’epoca.
Un gesto che ha sancito la sua condanna a morte.
Il 14 aprile 1981 Salvia fu ucciso da un commando di uomini della Nuova Camorra Organizzata sulla tangenziale di Napoli mentre tornava a casa dalla sua famiglia.
Aveva 38 anni.
Quello che resta oggi di un servitore dello Stato che ha dato la vita per far rispettare la legge e difendere la legalità è l’eredità di suo figlio Antonino che ha scelto di seguire le orme di quel padre che la camorra gli ha portato via quando era solo un bambino.
Questa storia ci riguarda tutti perché ci ricorda che la difesa dello Stato e della legalità non è un atto astratto, ma una scelta concreta, personale e coraggiosa, che può costare la vita, e che il vero valore della giustizia si misura nelle persone e nelle famiglie che ne subiscono le conseguenze.
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