Nuova impennata dei prezzi dei carburanti e nuova stangata per gli automobilisti. In Campania il gasolio in modalità self service ha superato la soglia dei 2,1 euro al litro, confermando un trend di aumenti che sta interessando gran parte del Paese.
A lanciare l’allarme è l’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Secondo i dati più recenti, il prezzo medio del diesel self ha raggiunto circa 2,105 euro al litro, in aumento rispetto ai giorni precedenti. La Campania rientra tra le regioni che hanno già superato questa soglia simbolica, insieme ad altre aree come Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Liguria.
Un dato che segna un ulteriore aggravio per famiglie e lavoratori, soprattutto per chi utilizza quotidianamente l’auto.
Il fenomeno non è isolato.
Secondo l’analisi dell’Unc, sono diverse le regioni italiane che hanno superato o stanno sfiorando i 2,1 euro al litro, mentre solo una parte del Paese resta ancora sotto questa soglia, seppur di poco.
Particolarmente significativo anche l’aumento registrato in alcune zone come la Liguria, dove in un solo giorno si è registrato un incremento di circa 2 centesimi al litro, pari a circa 1 euro in più per un pieno medio.
Dura la posizione del presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, che punta il dito contro il Governo.
Secondo Dona, l’esecutivo avrebbe dovuto intervenire tempestivamente con una riduzione delle accise: un’azione che, secondo l’associazione, avrebbe potuto frenare l’aumento dei prezzi già da diversi giorni.
Nel frattempo, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha convocato le compagnie petrolifere per un confronto, ma per i consumatori si tratta di una misura insufficiente.
L’aumento del prezzo del gasolio non riguarda solo chi fa rifornimento.
Le conseguenze si riflettono sull’intera economia in termini di aumento dei costi di trasporto, rincari nella logistica e possibili aumenti sui prezzi dei beni di consumo.
Una catena che rischia di incidere direttamente sul potere d’acquisto delle famiglie.
Il superamento dei 2,1 euro al litro rappresenta un segnale chiaro: il mercato dei carburanti resta estremamente volatile e sensibile alle dinamiche internazionali e fiscali.
E mentre si attende un eventuale intervento del Governo, gli automobilisti campani si trovano già a fare i conti con prezzi sempre più alti alla pompa.
Una situazione che, senza correttivi, rischia di trasformarsi in una nuova emergenza economica quotidiana.










