Oggi, mercoledì 4 marzo, nel Duomo di Nola si è celebrato l’ultimo, commosso saluto al piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e quattro mesi tragicamente scomparso il 21 febbraio scorso dopo un trapianto cardiaco fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. La città si è fermata in un silenzio carico di lacrime, fiori, peluche e memoria: una folla crescente ha accolto la piccola bara bianca, applaudendo nel profondo rispetto prima dell’ingresso in chiesa e formando una lunga fila alla camera ardente allestita per permettere a tutti di porgere l’ultimo saluto.
Alla presenza delle massime autorità civili e religiose, tra cui la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il prefetto di Napoli Michele di Bari, il governatore della Campania Roberto Fico, i sindaci della regione e l’arcivescovo di Napoli cardinale Domenico Battaglia, la celebrazione è stata un momento di forte commozione per la comunità e per chi ha seguito la vicenda che ha toccato l’intero Paese.
Nel cuore della cerimonia, la madre di Domenico, Patrizia, ha letto una lettera di profondo affetto e gratitudine, rivolta non soltanto alle istituzioni presenti ma a tutti coloro che si sono stretti attorno alla famiglia nel dolore. Le sue parole, pronunciate con voce rotta dall’emozione, resteranno scolpite nella memoria di chi ha partecipato:
«Ringrazio tutte le persone presenti oggi, in particolare tutte le istituzioni.Ringrazio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il prefetto per la sua vicinanza,il presidente della Regione, il sindaco di Napoli, tutti i sindaci e tutte le autorità,il cardinale Domenico Battaglia, i sacerdoti, e tutti voi.Oggi, se si è mossa tutta questa folla, è grazie a Domenico e al suo sorriso.In questo momento ci sta abbracciando tutti.Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico,ma che ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore.Ti amo amore mio».
Queste parole hanno sintetizzato con forza non solo il dolore di una madre, ma anche la grande dignità con cui una famiglia distrutta dalla perdita ha saputo affrontare uno dei momenti più strazianti della propria vita. Patrizia e il padre Antonio hanno vissuto ogni istante con compostezza e integrità, circondati dall’affetto sincero di una comunità intera.
La cerimonia officiata dal vescovo Francesco Marino ha alternato momenti di preghiera, riflessione e parole di conforto per i genitori. Il presule ha sottolineato il valore della condivisione del dolore e ha ricordato Domenico come simbolo della fragilità e allo stesso tempo della forza umana.
La morte di Domenico ha acceso un dibattito nazionale sulle pratiche mediche e sulle responsabilità nel trasporto e nell’impianto di organi, tanto che la Procura di Napoli ha avviato un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità. Negli ultimi giorni si sono svolte l’autopsia e l’incidente probatorio, parte di un iter giudiziario che dovrà fare piena luce sulla vicenda.
In un Duomo colmo di commozione, applausi e palloncini bianchi liberati nel cielo, si è respirata una lezione di umanità. La famiglia di Domenico ha trasformato il proprio dolore in un invito alla memoria e alla riflessione: chiedendo che il sorriso del piccolo resti nei cuori di chiunque ne abbia condiviso per un attimo la storia.











