Una piazza e una cattedrale gremite di gente, un silenzio rotto solo dagli applausi e dalle lacrime, e la musica di “Guerriero” a salutare per l’ultima volta Domenico Caliendo, il piccolo di 2 anni e mezzo morto dopo un trapianto di cuore. La sua storia ha commosso l’Italia intera e oggi la comunità si è stretta attorno alla sua famiglia per l’ultimo saluto.
La cerimonia funebre si è celebrata alle 15 nella Cattedrale di Nola con la bara bianca del bambino adagiata davanti all’altare, circondata da fiori e fotografie. All’esterno e all’interno della chiesa centinaia di persone hanno reso omaggio al piccolo Domenico, accompagnando il feretro con un lungo applauso mentre venivano liberati centinaia di palloncini bianchi nel cielo.
La folla ha cantato “Guerriero”, il brano che la madre Patrizia aveva scelto per il figlio e che rappresentava per la famiglia un simbolo di forza e amore, tanto da tatuarselo sul polso.
Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili e religiose. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, ha preso parte ai funerali, accolta dal Prefetto di Napoli e salutando i genitori del bambino prima di prendere posto accanto alle altre autorità presenti.
Con lei erano presenti il sindaco di Nola, il presidente della Regione Campania, rappresentanti istituzionali e molte altre personalità della vita pubblica locale e nazionale.
Durante l’omelia, il vescovo di Nola, Francesco Marino, ha sottolineato il dolore condiviso da tutta la comunità: «Domenico è diventato figlio di tutti noi. I nostri cuori sono spezzati da questa tragedia». Ha rivolto parole di conforto alla mamma Patrizia, al papà Antonio e alla madre del piccolo donatore, affermando che persino la lingua italiana non può dare nome a chi perde un figlio.
Al termine della funzione la madre ha ringraziato le istituzioni per la loro vicinanza e ha chiesto con voce rotta dal pianto che «mio figlio non sia dimenticato» tra l’affetto e l’abbraccio della comunità.
La città di Nola si è fermata per questo ultimo saluto: molte persone hanno indossato t-shirt con la foto di Domenico e la scritta “Il nostro guerriero”, mentre un commosso applauso ha accompagnato la bara bianca all’uscita della chiesa.
Un bambino che ha diviso il cuore degli italiani, tra dolore e affetto, e che oggi è stato salutato come un simbolo di amore fragile e intenso, con la musica della sua canzone preferita a fare da sigillo all’ultimo abbraccio.










