La polemica internazionale intorno alla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi è esplosa in queste ore dopo che anche Berlino ha chiesto ufficialmente le dimissioni di Francesca Albanese, in seguito a dichiarazioni giudicate inappropriate e politicamente inaccettabili sul tema del conflitto israelo-palestinese.
Dopo l’appello alla rimozione lanciato nei giorni scorsi da Parigi, che ha definito alcune affermazioni della relatrice “oltraggiose e colpevoli”, ora è stata la Germania a unirsi alla richiesta. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha scritto sui social che Albanese si è “già permessa in passato numerose dichiarazioni fuori luogo” e che le sue ultime parole su Israele rendono la sua posizione “insostenibile” per chi riveste un ruolo così delicato nelle Nazioni Unite.
La controversia è partita da un intervento di Albanese durante un forum internazionale nel quale, secondo diverse accuse, avrebbe descritto Israele come “nemico comune dell’umanità”. Sebbene la stessa relatrice abbia poi negato di aver pronunciato esattamente quelle parole, sostenendo di riferirsi piuttosto a “un sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina”, la dichiarazione ha scatenato reazioni durissime dai governi europeo coinvolti.
In Francia, il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot aveva già parlato di parole “oltraggiose e irresponsabili”, sottolineando che criticare le scelte politiche di uno Stato è legittimo ma non può giustificare attacchi generalizzati contro una nazione o il suo popolo. Anche la Germania ha ritenuto che tali affermazioni compromettano l’imparzialità richiesta a una figura istituzionale che rappresenta l’Onu su diritti umani e questioni internazionali sensibili.
Le richieste di dimissioni avanzate da Francia e Germania rappresentano una pressione politica significativa nei confronti dell’Onu. Nel dibattito pubblico si è acceso anche il nodo della neutralità e della credibilità degli esperti indipendenti nominati dall’Organizzazione internazionale: mentre i governi criticano Albanese per quelle che considerano posizioni estremiste o sbilanciate, la relatrice difende la sua libertà di espressione e il diritto di documentare violazioni o discriminazioni nei territori che monitora.
La vicenda è destinata a proseguire nei prossimi giorni, con la Francia che ha annunciato di voler portare ufficialmente la questione all’attenzione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite nella sessione del 23 febbraio. La decisione sul futuro della relatrice, tuttavia, appare complessa, poiché non esistono precedenti chiari per la rimozione di un relator speciale ONU durante il mandato e la questione potrebbe coinvolgere anche altri Paesi membri con visioni divergenti sul conflitto israelo-palestinese.











