Dai fasti della cucina d’eccellenza al sequestro per lottizzazione abusiva. Il celebre ristorante “Quattro Passi” di Nerano, unico locale del Sud Italia insignito di tre stelle Michelin, è stato posto sotto sequestro preventivo dai carabinieri della Compagnia di Sorrento su disposizione del GIP del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Il provvedimento, eseguito nella mattinata del 30 gennaio, riguarda l’intero complesso turistico-ricettivo che per decenni ha attratto appassionati di alta cucina, celebrità e personalità internazionali in visita nella Costiera sorrentina.
Indagine e accertamenti
Le indagini, avviate nel luglio 2025 dall’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Sorrento e coordinate dalla Procura oplontina, hanno portato a raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei gestori per il reato di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio ai sensi dell’articolo 44 del D.P.R. 380/2001. Secondo gli inquirenti, a partire dal 1982 fino a ottobre 2025, il complesso sarebbe stato realizzato e ampliato su un’area soggetta a vincoli paesaggistici e ambientali, senza i necessari titoli edilizi legittimi, trasformando quello che era un terreno boschivo e ulivetato in un imponente insediamento per la ristorazione e servizi accessori.
Le opere contestate includono ampliamenti che avrebbero incrementato fino a circa 3mila metri cubi di volumi, con strutture destinate al servizio dei clienti, piscina, cantina e suite.
Rilievi sulla condotta dell’amministrazione comunale
Nel decreto di sequestro il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, ha evidenziato che l’attività edilizia abusiva si sarebbe potuta protrarre nel tempo “anche grazie alla condotta, quantomeno negligente, del Comune di Massa Lubrense”. Gli inquirenti imputano all’ente locale il rilascio di provvedimenti di condono illegittimi, ritenuti viziati da macroscopiche irregolarità, inclusi condoni concessi decenni dopo le relative istanze e in mancanza dei presupposti di diritto e di fatto previsti dalla legge. Durante l’arco temporale tra la richiesta del condono e il relativo rilascio, gli immobili oggetto dell’indagine erano stati ulteriormente modificati abusivamente, come rilevato anche dai controlli della polizia municipale.
Il giudice per le indagini preliminari ha sottolineato come tali pratiche amministrative avrebbero consentito di asservire una parte dell’area comunale, originariamente ulivetata, alle esigenze di espansione dell’attività commerciale e turistico-ricettiva, “in totale disprezzo della morfologia del territorio e dei vincoli ambientali posti a tutela dei luoghi”.
L’impatto e l’attualità
Ora il prestigioso ristorante di Nerano, meta internazionale della gastronomia italiana e frequentato da personalità del jet set, resta sigillato in attesa dell’evoluzione dell’inchiesta. I proprietari — tra cui figura lo chef Antonio Giovanni Mellino e la moglie Rita Vinaccia — sono attualmente indagati nell’ambito dell’inchiesta.
La vicenda solleva interrogativi sulla gestione del territorio e della tutela paesaggistica, in una delle zone più delicate e vincolate della Campania, dove la salvaguardia dell’ambiente corre spesso in parallelo con le pressioni per lo sviluppo turistico ed economico.











