A pochi giorni dal crollo parziale di un palazzo in via Cavour a Casoria, il quadro nella cittadina alle porte di Napoli resta di forte emergenza sociale e di sicurezza, con decine di famiglie ancora fuori casa, verifiche in corso su edifici limitrofi e un intervento istituzionale complesso per gestire l’emergenza.
Sfollati e assistenza
Dall’episodio verificatosi nella notte tra il 22 e il 23 gennaio, quando l’edificio è crollato dopo essere stato evacuato preventivamente dai vigili del fuoco per una perdita d’acqua che aveva compromesso la stabilità del terreno, centinaia di residenti sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, il numero di persone sfollate è salito a circa 115, dopo che ulteriori verifiche su altri palazzi vicini hanno reso necessari nuovi sgomberi precauzionali per motivi di sicurezza.
Le famiglie colpite sono state accoglibili in strutture alberghiere messe a disposizione dalla Regione Campania o ospitate da parenti e amici, con il supporto dei Servizi Sociali comunali e di psicologi della Protezione Civile per affrontare il forte impatto emotivo e materiale della situazione.
Messa in sicurezza dell’area e monitoraggio strutturale
L’area interessata dal crollo è costantemente monitorata dai vigili del fuoco, tecnici comunali e Protezione Civile. Via Cavour, la strada dove si è verificato il cedimento, resta chiusa al traffico mentre si eseguono rilievi statici sugli edifici limitrofi per verificare l’eventuale rischio di ulteriori cedimenti.
Le autorità stanno anche lavorando per il ripristino del servizio idrico nelle vie circostanti, spesso interrotto a causa della rottura della condotta che ha innescato l’emergenza. In alcune zone sono già stati realizzati bypass temporanei alla rete idrica per garantire la fornitura di acqua potabile.
Coordinamento istituzionale e interventi di supporto
Il Centro Operativo Comunale (COC) è attivo per coordinare tutte le attività di soccorso, assistenza e comunicazione tra Comune, Regione, Protezione Civile, vigili del fuoco e Asl Napoli 2 Nord.
Sulla base delle decisioni assunte in riunioni istituzionali, è stata disposta anche la vigilanza anti‑sciacallaggio nelle zone interessate, per evitare fenomeni di sfruttamento della situazione di vulnerabilità.
L’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, ha confermato che i fondi necessari per garantire la sistemazione provvisoria degli sfollati sono già stati integrati e ha ribadito l’impegno della Regione a garantire assistenza continua e servizi essenziali.
Reazioni e preoccupazioni dei residenti
Molti cittadini, pur grati di non aver subito conseguenze umane grazie all’evacuazione preventiva, hanno espresso rabbia e preoccupazione per la perdita delle proprie case e dei risparmi investiti negli immobili. Alcuni residenti hanno denunciato che da tempo avevano segnalato crepe e rumori sospetti nello stabile, prima che scattasse l’allarme che ha portato allo sgombero e poi al crollo definitivo.
La comunità attende ora risposte su tempistiche di messa in sicurezza, verifica dell’agibilità degli edifici circostanti e sistemi di ristoro per le famiglie colpite, mentre proseguono i controlli su eventuali problematiche strutturali e sulla rete idrica che potrebbero aver contribuito al cedimento.










