Un nuovo capitolo si apre nella lunga vicenda giudiziaria legata all’omicidio del sindaco-pescatore Angelo Vassallo, avvenuto il 5 settembre 2010 ad Acciaroli (Salerno). A distanza di oltre 15 anni dal delitto, il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, uno degli indagati nell’inchiesta della Procura di Salerno, è stato reintegrato nel servizio dall’Armadopo una decisione del TAR del Lazio.
Il TAR del Lazio ha annullato il decreto del Ministero della Difesa che, nell’ottobre 2025, aveva disposto la sospensione cautelare dal servizio per il colonnello Cagnazzo, coinvolto nell’inchiesta per l’omicidio di Vassallo. I giudici amministrativi hanno ritenuto che nel provvedimento non sussistessero più gli elementi giustificativi necessari a sostenere l’allontanamento dalla funzione, evidenziando una “carenza del quadro indiziario” sulla base dei recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione.
La decisione consente all’ufficiale di tornare in servizio nei ranghi dell’Arma dei Carabinieri, dopo essere già tornato in libertà nel maggio del 2025, quando il Tribunale del Riesame aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare a suo carico e a quella di altri tre indagati: l’imprenditore Giuseppe Cipriano, l’ex pentito Romolo Ridosso e l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi.
La Procura di Salerno contesta a Cagnazzo e agli altri indagati il concorso in omicidio con metodo mafioso e, per alcuni, anche depistaggio delle indagini sull’uccisione di Vassallo, storico sindaco di Pollica noto per il suo impegno nella tutela dell’ambiente e della legalità. Secondo l’inchiesta, il delitto sarebbe stato commesso per motivi legati alla volontà del primo cittadino di contrastare traffici illeciti e illegalità diffusa nel territorio. Tuttavia, proprio la tenuta degli indizi di colpevolezza è stata progressivamente messa in discussione durante l’iter dei procedimenti cautelari: la Cassazione ha già annullato due volte le misure restrittive, sottolineando criticità nelle prove a sostegno dell’accusa.
Il caso, che ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica per l’alto profilo istituzionale della vittima e per il lungo tempo trascorso senza un processo di merito, non è ancora concluso sul piano penale. La Procura di Salerno ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati, e la decisione in merito è attesa nel corso dell’udienza preliminare fissata per il 30 gennaio. La reintegrazione di Cagnazzo segna un passaggio rilevante sul piano amministrativo e professionale per l’ufficiale, mentre il procedimento penale prosegue in attesa di ulteriori sviluppi. La figura di Angelo Vassallo rimane simbolo di impegno civico e legalità, e la sua vicenda continua a suscitare dibattito a livello nazionale sulle dinamiche delle indagini e sulla ricerca di verità giudiziaria.











