Amazon ha annunciato in modo improvviso che non proseguirà con il progetto di consegna dei pacchi tramite droni in Italia, ponendo fine alla sperimentazione di Prime Air avviata nei mesi scorsi. La notizia ha sorpreso autorità, istituzioni e operatori del settore, segnando una brusca battuta d’arresto per una delle iniziative tecnologiche più innovative attese nel nostro Paese.
La sperimentazione del servizio, che prevedeva l’uso di droni per consegnare pacchi in breve tempo in aree selezionate, era stata avviata nell’area di San Salvo, in Abruzzo. Qui erano stati effettuati i primi test dei droni MK30 autorizzati dalle autorità aeronautiche italiane, dando l’impressione che l’Italia potesse diventare uno dei primi Paesi europei ad adottare su larga scala la consegna tramite veicoli a pilotaggio remoto.
Tuttavia, Amazon ha comunicato che dopo una revisione strategica interna ha deciso di interrompere i piani per il lancio commerciale di questo servizio nel nostro Paese. In una nota diffusa alla stampa e agli organismi competenti, la società ha sottolineato che “nonostante i progressi ottenuti con le autorità aerospaziali italiane”, il contesto normativo e regolatorio più ampio in cui opera Amazon in Italia non offre “le condizioni necessarie per i nostri obiettivi di lungo periodo per questo programma”. Questa formulazione indica che non si tratta di un problema legato alla sicurezza dei droni o alla collaborazione tecnica, ma piuttosto alla cornice complessiva in cui il progetto avrebbe dovuto svilupparsi.
La decisione di Amazon significa che le consegne con droni non saranno avviate in Italia come servizio commercialenel breve termine. Il progetto Prime Air, che aveva suscitato interesse per il potenziale di innovazione nella logistica urbana e anche nei piccoli centri, resta invece attivo in altri Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito, dove l’azienda prosegue con test e l’avvio di operazioni pilota.
L’ente nazionale per l’aviazione civile italiano (ENAC) ha definito la decisione “inattesa” e legata principalmente a scelte di policy aziendale di Amazon, in parte collegate anche a recenti vicende finanziarie che hanno interessato il gruppo. Non è chiaro se la società riconsidererà il progetto in futuro o se deciderà di spostare l’iniziativa in altri Paesi dell’Unione Europea con condizioni percepite come più favorevoli.
In Abruzzo, tuttavia, resta la struttura dell’U‑Space di San Salvo, uno spazio aereo dedicato alla gestione dei voli con e senza pilota che potrà essere utilizzato per altre attività sperimentali e di ricerca, mantenendo una potenziale base tecnica per lo sviluppo di tecnologie legate ai droni.
La decisione di stoppare Prime Air in Italia sembra motivata da una combinazione di elementi: contesto regolatorio più ampio che, secondo Amazon, non sarebbe sufficientemente favorevole per sostenere il progetto nel lungo periodo; valutazioni strategiche interne, con l’azienda che ha scelto di concentrare gli investimenti e le attività di consegna con droni in mercati ritenuti più sviluppati o stabili dal punto di vista delle normative e dei ritorni economici; incidenti finanziari e contenziosi che hanno coinvolto Amazon in Italia, citati da alcune autorità come possibili fattori di disturbo nella decisione finale.
La combinazione di questi elementi ha portato il gruppo a non avviare una fase commerciale che era inizialmente prevista per la primavera del 2026.
mazonSebbene Prime Air non decolli in Italia, la vicenda solleva questioni importanti su come grandi gruppi tecnologici internazionali valutano mercati e regolamenti nazionali e su quali condizioni siano davvero necessarie per spingere l’adozione di nuove tecnologie all’avanguardia.











