Con l’arrivo dell’inverno e l’aumento dei casi di influenza stagionale, l’attenzione degli esperti e delle autorità sanitarie si è concentrata su una particolare variante del virus influenzale A, indicata come sottoclade K del ceppo H3N2. Questo virus è definito “super flu” per la sua maggiore diffusività e impatto sui contagi in corso.
Cos’è la variante K
La variante K non è un nuovo virus separato, ma una mutazione stagionale del virus influenzale A/H3N2, uno dei principali responsabili dell’influenza umana. Questa variante ha acquisito modifiche genetiche, in particolare sette mutazioni nell’emoagglutinina, una proteina di superficie del virus che gioca un ruolo chiave nel riconoscimento da parte del sistema immunitario. Grazie a queste variazioni, il virus riesce a “eludere” più facilmente il sistema di difesa immunitaria, favorendo la sua circolazione nella popolazione.
Proprio per questa maggiore capacità di trasmissione, la variante è stata associata a un aumento significativo dei casi di influenza in Italia e in altri Paesi durante la stagione 2025-2026. Tuttavia, le autorità sanitarie ribadiscono che, sebbene la diffusione sia importante, non sono emersi segnali chiari di una maggiore gravità clinica rispetto alla normale influenza stagionale.
Come si riconosce la variante K (ovvero l’influenza stagionale)
Dal punto di vista clinico, l’infezione da variante K si presenta con i sintomi tipici dell’influenza, simili a quelli causati da altri ceppi influenzali comuni:
- Febbre alta (spesso superiore ai 38 °C) con esordio rapido.
- Sintomi respiratori come tosse, mal di gola, naso chiuso o che cola.
- Dolori muscolari e articolari, stanchezza marcata e malessere generale.
- Disturbi gastrointestinali in alcuni casi, soprattutto nei bambini (come nausea, vomito o diarrea).
Come ribadito dagli esperti, non esistono “sintomi peculiari” unici per la variante K rispetto ad altre influenze stagionali: ciò che cambia è soprattutto la frequenza dei casi e la facilità di diffusione.
Vaccino e prevenzione
Le varianti influenzali sono un fenomeno comune e atteso: i virus dell’influenza mutano regolarmente, e i vaccini vengono aggiornati periodicamente per tenere conto dei ceppi più circolanti. Anche se la variante K presenta mutazioni che possono ridurre parzialmente l’efficacia dei vaccini formulati prima della sua diffusione, la vaccinazione resta uno strumento fondamentale per ridurre il rischio di complicanze gravi, soprattutto nei gruppi più vulnerabili come anziani, bambini piccoli, persone immunocompromesse e donne in gravidanza.
È consigliato inoltre adottare le misure di prevenzione tradizionali:
- lavaggio frequente delle mani;
- evitare il contatto con persone malate;
- copertura di bocca e naso quando si tossisce o starnutisce;
- restare a casa in caso di sintomi influenzali per limitare la diffusione.
Secondo i dati di sorveglianza, la variante K è prevalente nella stagione influenzale in corso e sta spingendo i contagi in molte aree d’Italia e del mondo. Gli esperti prevedono che l’onda influenzale potrebbe raggiungere il picco tra fine dicembre e gennaio, complici anche gli incontri familiari e sociali tipici del periodo festivo che favoriscono la trasmissione del virus.
La cosiddetta “super flu” non è un virus completamente nuovo né necessariamente più aggressivo, ma una variante stagionale diffusa del virus influenzale, che può rendere la stagione influenzale più intensa e prolungata. La conoscenza dei sintomi, l’attenzione alle misure preventive e la vaccinazione restano gli strumenti più efficaci per affrontare la stagione influenzale con serenità e proteggere soprattutto chi è più a rischio.











