Il 4 dicembre 1984, Casoria, fu assassinato in un agguato di matrice camorristica Crescenzo Casillo, sindaco socialista, noto per il suo impegno politico e civile e per la ferma opposizione alle pressioni e agli interessi dei clan locali, in particolare nel contesto della ricostruzione post-terremoto
Crescenzo Casillo era conosciuto come un amministratore impegnato nella trasparenza e nella difesa della legalità. In un periodo storico segnato dalle risorse pubbliche destinate alla ricostruzione post-terremoto dell’Irpinia, gli appalti e le opere di ricostruzione rappresentavano un terreno fertile per infiltrazioni criminali. Casillo si oppose fermamente a queste logiche, diventando un ostacolo per chi cercava di condizionare la politica locale e i lavori pubblici.
La sua figura incarnava i valori di uno Stato che, seppur fragile, cercava di resistere alle logiche mafiose, e il suo operato rappresentava un esempio di integrità in un contesto ad alto rischio.
Il 4 dicembre 1984, Crescenzo Casillo fu assassinato nella sua abitazione. L’omicidio, compiuto da sicari armati, fu pianificato con modalità che lasciarono intendere una matrice mafiosa e politica. Durante l’agguato rimasero feriti anche alcuni familiari, tra cui i figli e un cognato. La brutalità del gesto e il contesto in cui avvenne segnalarono chiaramente l’intento dei criminali: eliminare chi si opponeva al loro controllo sul territorio e sugli affari pubblici.
Questo delitto rientra in quel triste periodo della storia campana in cui la ricostruzione post-terremoto e il flusso di denaro pubblico divennero terreno di scontro tra interessi legittimi e criminalità organizzata.
Dopo il terremoto del 1980, l’Irpinia e le aree circostanti ricevettero ingenti fondi statali destinati alla ricostruzione. Questo flusso di risorse scatenò un boom di appalti e opportunità che le organizzazioni criminali tentarono di sfruttare. Casillo, opponendosi a queste infiltrazioni, divenne un simbolo del conflitto tra legalità e criminalità.
L’omicidio di Casillo è ricordato oggi come emblematico del rischio che correvano gli amministratori impegnati nella lotta alla mafia e alla corruzione: una testimonianza dolorosa di quanto il coraggio e la dedizione possano costare la vita in contesti dominati dal malaffare.
Nonostante siano passati decenni, la vicenda di Crescenzo Casillo continua a ricordare l’importanza della legalità, della trasparenza e del servizio pubblico. Il suo sacrificio ha lasciato un segno nella comunità di Casoria e nella storia civile della Campania.
La storia di Crescenzo Casillo resta dunque una testimonianza di coraggio e dedizione, un esempio per tutti coloro che credono che la legalità e la giustizia siano principi imprescindibili, anche di fronte al rischio della vita.











