Oggi, 20 novembre, nella Giornata Mondiale del Fanciullo, rivolgiamo pensiero ai bambini di Gaza, che da quasi due anni vivono un incubo senza fine. Secondo Save the Children, oltre 20.000 bambini palestinesi sono stati uccisi nella Striscia di Gaza dall’ottobre 2023, una cifra che rappresenta circa il 2 % della popolazione infantile locale. In media, ogni ora un bambino perde la vita: un ritmo spaventoso, che mostra quanto profonda sia la ferita aperta di questa guerra.
Tra le vittime ci sono anche neonati: Save the Children stima più di 1.000 bambini sotto un anno che non hanno avuto la possibilità di crescere. Alcuni di loro sono nati durante il conflitto e sono morti nei primi mesi di vita, privati prima ancora di conoscere il mondo.
Ma la tragedia non riguarda solo i morti. Secondo le stesse fonti, almeno 42.000 bambini sono rimasti feriti in maniera più o meno grave, molti dei quali con lesioni permanenti. Inoltre, almeno 21.000 minori sono rimasti invalidi a vita, vittime di violenza, bombardamenti, bombardamenti indiscriminati.
Un altro dramma che si somma a questa conta tragica è quello degli sfollati e dei dispersi: migliaia di bambini sono senza casa, molti vivono in rifugi improvvisati, altri sono sepolti sotto le macerie o dispersi nel caos della guerra.
Negli ultimi mesi, la crisi alimentare si è aggravata a livelli drammatici. Oltre 132.000 bambini sotto i cinque annirischiano di morire di malnutrizione acuta, secondo le stime, mentre altre centinaia hanno già perso la vita per fame.
L’impatto su scuole e ospedali è devastante: frequentare la scuola è diventato un lusso, mentre l’accesso alle cure mediche è sempre più ridotto. Molte strutture sanitarie sono state distrutte o danneggiate, lasciando i più piccoli senza protezione contro malattie, ferite o malnutrizione.
In questa giornata dedicata all’infanzia, il grido di Save the Children è forte: serve un cessate il fuoco immediato e permanente, un accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari e un impegno vero da parte della comunità internazionale per proteggere una generazione che sta pagando il prezzo più alto.
I bambini di Gaza non sono numeri, ma vite spezzate, sogni interrotti, futuri rubati. E non possono essere dimenticati.










