Nella Striscia di Gaza la tregua raggiunta tra Israele e Hamas resta appesa a un filo mentre il bilancio delle vittime palestinesi ha superato le 68.000 unità e la crisi umanitaria si aggrava di ora in ora.
Il cessate il fuoco, mediato da Stati Uniti e Paesi arabi, ha permesso la liberazione di 20 ostaggi israeliani ancora vivi e la restituzione di dieci corpi, ma la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto. Secondo le organizzazioni internazionali, solo tredici ospedali su trentasei risultano parzialmente funzionanti e le malattie infettive stanno “spiralando fuori controllo”.
La fame è ormai una realtà ufficialmente riconosciuta: l’ONU e il Programma Alimentare Mondiale avvertono che la ricostruzione e la ripresa dell’approvvigionamento richiederanno tempo e chiedono l’apertura immediata di tutti i valichi per far entrare cibo e medicinali. Nei giorni successivi alla tregua sono arrivati appena 339 camion di aiuti, a fronte dei 600 previsti quotidianamente. Sul piano politico e della sicurezza, i diplomatici lavorano alla formazione di una forza internazionale di stabilizzazione che sarà guidata dall’Egitto con il sostegno di Stati Uniti ed Europa.
Il suo compito sarà garantire la sicurezza, il disarmo e la gestione della Striscia nel difficile dopoguerra. Intanto a Gerusalemme il presidente americano Donald Trump, principale artefice dell’accordo, ha parlato di “fine di un’era di terrore e morte”, ma sul terreno la sofferenza resta immensa. Con infrastrutture distrutte, servizi sanitari al collasso e migliaia di famiglie ancora sotto le macerie, Gaza rimane intrappolata tra la speranza di una pace duratura e il timore costante di un ritorno al conflitto.
Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) ha recentemente annunciato che alcune panetterie a Gaza hanno ripreso la produzione di pane dopo oltre due mesi di interruzione, grazie all’arrivo di scorte limitate di farina attraverso il valico di Kerem Shalom. Tuttavia, la quantità di pane prodotta è insufficiente a soddisfare il fabbisogno della popolazione, e molte panetterie sono costrette a fermarsi nuovamente per esaurimento delle scorte.
Sul fronte politico, è in fase di formazione una nuova forza internazionale di stabilizzazione, guidata dall’Egitto con il sostegno degli Stati Uniti e dell’Europa. Questa forza avrà il compito di garantire la sicurezza, il disarmo e la gestione della Striscia di Gaza nel difficile dopoguerra.
Nonostante gli sforzi internazionali, la situazione a Gaza rimane estremamente grave, con milioni di persone che continuano a soffrire a causa della scarsità di cibo, acqua e assistenza sanitaria. Le organizzazioni umanitarie fanno appello alla comunità internazionale affinché aumenti gli aiuti e apra tutti i valichi per consentire l’ingresso di beni essenziali.
La situazione a Gaza rimane critica, con una crisi umanitaria che continua a peggiorare nonostante la fragile tregua tra Israele e Hamas. Il bilancio delle vittime palestinesi ha superato le 68.000 unità, e le condizioni di vita per milioni di persone sono estremamente difficili.











