Napoli restituisce alla città uno dei suoi simboli più significativi nella lotta contro la violenza sulle donne. In piazzetta Augusteo è stata infatti installata una nuova panchina rossa dedicata alla memoria di Tiziana Cantone, la giovane di Mugnano di Napoli che nel 2016 si tolse la vita dopo la diffusione online di alcuni video privati che la trasformarono nel bersaglio di una devastante gogna mediatica.
L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale dopo la rimozione della precedente struttura, resa necessaria a causa di atti vandalici che ne avevano compromesso sicurezza e decoro.
La panchina dedicata a Tiziana non è un semplice arredo urbano. È un monito contro ogni forma di violenza di genere e, soprattutto, contro quella violenza invisibile ma devastante che si consuma attraverso la rete. La storia della giovane napoletana è diventata negli anni uno dei casi più emblematici delle conseguenze che possono derivare dalla diffusione non consensuale di immagini intime e dall’accanimento mediatico e sociale che spesso colpisce le vittime anziché i responsabili.
La prima panchina rossa venne inaugurata nel novembre del 2019 proprio alla presenza della madre di Tiziana, Maria Teresa Giglio, che da allora ha trasformato il dolore personale in una battaglia civile contro il revenge porn e contro ogni forma di umiliazione online. Quella cerimonia rappresentò uno dei momenti più significativi del percorso di memoria dedicato alla giovane, il cui nome è diventato simbolo della necessità di tutelare la dignità delle persone anche nel mondo digitale.
Negli anni, tuttavia, la panchina è stata più volte presa di mira da vandali. Già nel 2020 era stata denunciata la sottrazione della targa commemorativa, un gesto che suscitò indignazione e che la madre di Tiziana definì l’ennesima dimostrazione di una profonda povertà morale.
In una società sempre più connessa, la vicenda di Tiziana Cantone continua a interrogare istituzioni, cittadini e piattaforme digitali. Ricorda quanto sottile possa essere il confine tra condivisione e violazione della privacy, tra libertà di espressione e persecuzione collettiva. E ricorda soprattutto che dietro ogni immagine, ogni video e ogni commento c’è una persona, con la propria dignità e la propria fragilità.
La nuova panchina rossa di piazzetta Augusteo torna così a essere non soltanto un luogo della memoria, ma un invito alla riflessione. Un simbolo che chiede alla città di non dimenticare e di continuare a contrastare ogni forma di violenza, sia nelle strade sia dietro lo schermo di uno smartphone.








