Nella Striscia di Gaza alcune panetterie hanno ripreso la produzione di pane dopo oltre due mesi di inattività, grazie all’arrivo di scorte limitate di farina mediante il valico di Kerem Shalom.
Il World Food Programme (WFP) ha annunciato che il pane viene ora distribuito attraverso mense a “hot-meal kitchens”, anche se la quantità è molto al di sotto del fabbisogno quotidiano della popolazione.
Nonostante questa ripresa, le panetterie restano in una condizione di emergenza: in alcuni casi la produzione si è già interrotta di nuovo dopo pochi giorni per esaurimento delle scorte di farina e carburante.
L’interruzione precedente, causata dal blocco israeliano degli aiuti umanitari entrato in vigore il 2 marzo 2025, aveva portato alla chiusura completa delle strutture legate al WFP e a una situazione di carestia imminente.
L’Associazione dei titolari di panetterie di Gaza ha denunciato che il nuovo piano di distribuzione del pane, gestito dal WFP, «non soddisfa il minimo necessario» a fronte di una domanda enorme e di condizioni logistiche e alimentari drammatiche.
Tuttavia, la ripresa, benché parziale, rappresenta un segnale di sollievo in un contesto in cui il pane è diventato non solo un alimento base ma un simbolo di sopravvivenza quotidiana per migliaia di famiglie in condizioni critiche.











