Una tragedia ha colpito le forze dell’ordine italiane nella notte tra il 13 e il 14 ottobre a Castel d’Azzano, in provincia di Verona. Tre carabinieri hanno perso la vita durante un’operazione di sgombero, vittime di un’esplosione causata da gas e ordigni rudimentali posti dai residenti dell’immobile. Dietro i numeri e le cronache, ci sono tre uomini, ognuno con una storia di dedizione, sacrificio e coraggio.
Marco Piffari: il luogotenente comandante di Mestre
Marco Piffari, luogotenente e comandante della Squadra Operativa Supporto del Battaglione Mobile di Mestre, aveva 45 anni ed era originario della provincia di Padova. Con oltre vent’anni di servizio alle spalle, Marco era noto tra i colleghi per la sua professionalità e il suo senso del dovere. Sempre pronto a guidare i suoi uomini nelle operazioni più delicate, era apprezzato non solo per la competenza ma anche per l’umanità e il supporto morale che offriva al reparto. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel corpo dei carabinieri e nelle famiglie che ha protetto negli anni.
Valerio Daprà: il brigadiere capo coraggioso
Valerio Daprà, brigadiere capo, aveva 39 anni ed era anch’egli in forza al Comando Provinciale di Padova. Valerio era un veterano delle operazioni delicate e un punto di riferimento per i colleghi più giovani. La sua carriera era costellata di interventi su casi complessi, spesso a rischio della propria incolumità. I colleghi lo ricordano come un uomo di grande coraggio, sempre pronto a mettersi in prima linea per garantire la sicurezza dei cittadini e dei compagni di reparto.
Davide Bernardello: il carabiniere scelto dalla dedizione instancabile
Davide Bernardello, carabiniere scelto di 31 anni, era tra i più giovani del gruppo, ma la sua passione per il servizio e l’impegno per la comunità erano evidenti a chiunque lo conoscesse. Appena entrato in servizio, Davide aveva dimostrato determinazione e disciplina, distinguendosi per la precisione negli interventi e per l’attitudine a lavorare in squadra. La sua morte ha commosso la città di Padova e tutti i colleghi che con lui condividevano le lunghe ore di pattugliamento e addestramento.
La notte dello sgombero, Marco, Valerio e Davide hanno affrontato una situazione estremamente pericolosa. Entrati nell’edificio saturato di gas e predisposto come trappola mortale, non hanno esitato a portare avanti la loro missione. L’esplosione che li ha travolti ha segnato non solo la perdita di tre vite, ma anche la dimostrazione del coraggio estremo che caratterizza il lavoro dei carabinieri italiani.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso profondo cordoglio per le famiglie e il sacrificio dei tre militari, mentre il Governo ha proclamato lutto nazionale e deciso funerali di Stato. I colleghi e i cittadini hanno reso omaggio alle vittime, ricordando il loro impegno quotidiano a tutela della sicurezza e della legalità.
Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello non sono soltanto nomi nelle cronache. Sono esempi di dedizione, coraggio e senso del dovere. La tragedia di Castel d’Azzano ha messo in luce i rischi del servizio quotidiano delle forze dell’ordine e l’eroismo silenzioso di chi, ogni giorno, mette a rischio la propria vita per la sicurezza degli altri.











