Una vicenda drammatica ha scosso l’Ospedale del Mare di Napoli, dove una donna di 39 anni è deceduta dopo essere stata sedata e legata a una barella. L’episodio, avvenuto il 12 settembre, ha suscitato indignazione e sollevato interrogativi sulla gestione dei pazienti in stato di alterazione.
Secondo quanto ricostruito, la donna era ricoverata per crisi epilettiche e presentava uno stato di alterazione probabilmente legato all’assunzione di alcol. Durante il ricovero, il personale sanitario avrebbe deciso di sedarla e legarla alla barella perché, secondo quanto riferito dai familiari, infastidiva gli altri pazienti.
Poche ore dopo, la situazione è precipitata: la paziente ha accusato un arresto cardiaco e, nonostante i tentativi di rianimazione, è deceduta.
La famiglia ha subito presentato un esposto alla Procura di Napoli, chiedendo di fare chiarezza sulle modalità del trattamento subito e sulle cause precise della morte.
L’episodio ha già sollevato forti dubbi sulle pratiche di contenzione fisica e sulla gestione dei pazienti difficili nelle strutture ospedaliere.
Le contenzioni fisiche e chimiche – sedazione e legature – sono strumenti estremi, disciplinati da protocolli rigorosi proprio per tutelare la sicurezza dei pazienti e del personale. Gli esperti sottolineano l’importanza di adottare protocolli chiari e rispettosi della dignità dei pazienti, privilegiando soluzioni alternative e meno invasive, soprattutto nei casi di pazienti in stato di agitazione.
Le indagini in corso dovranno accertare se vi siano state negligenze o violazioni delle norme sanitarie, e se la contenzione fosse giustificata dalle condizioni cliniche della paziente.










