E’ giunto all’epilogo il processo scaturito dal blitz che il 3 ottobre 2024 ha portato all’arresto di 60 affiliati ai clan De Micco e De Martino, operante nel quartiere napoletano di Ponticelli. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, ha visto l’impiego di circa 350 agenti della Polizia di Stato, tra cui la Squadra Mobile e il Commissariato di Ponticelli.
Gli imputati erano accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al furto, concorso esterno in associazione mafiosa, tentato omicidio, possesso ingiustificato di armi e ordigni esplosivi, estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, furto e ricettazione.
Le indagini, condotte tra il 2021 e il 2022, hanno ricostruito l’organigramma e le attività illecite del cartello camorristico composto dai clan De Micco (noti come “Bodo”) e De Martino (noti come “XX”), entrambi affiliati al clan Mazzarella. È emerso che il clan aveva un controllo monopolistico su diverse attività illecite nella zona, tra cui estorsioni, traffico di droga e gestione degli alloggi popolari. In particolare, è stato documentato un “tariffario” per l’occupazione di case popolari: 5.000 euro per chi non era legato alla cosca, e 2.500 euro per chi aveva legami con il clan.
Le condanne chieste dal pm:
1 Salvatore De Martino 20 anni
2 Luigi Minelli 20 anni
3 Francesco Pignatiello 20 anni
4 Francesco Clienti 20 anni
5 Ciro Giovanni Naturale 20 anni
6 Marco De Micco 14 anni
7 Francesco De Martino 14 anni
8 Carmine Verdemare 12 anni
9 Ciro Uccella 12 anni
10 Luisa Ricci 12 anni
11 Carmela Ricci 12 anni
12 Giovanni Braccia 12 anni (collaboratore di giustizia)
13 Salvatore Cardillo 12 anni
14 Antonio Pipolo 8 anni (collaboratore di giustizia)
15 Ciro Ivan D’Apice 12 anni e 8 mesi
16 Mario Noto 12 anni
17 Giovanni Palumbo 12 anni
18 Rodolfo Cardone 13 anni
19 Vincenzo Di Costanzo 13 anni
20 Pietro Frutto 13 anni
21 Ciro Ricci 13 anni
22 Alfonso Salvatore (Alfuso) 10 anni
23 Ferdinando Viscovo 10 anni
24 Gennaro La Rocca 10 anni
25 Luigi Pangia 10 anni
26 Antonio Sorrentino 10 anni e 8 mesi
27 Mariano Pace 9 anni F
28 Maria Lazzaro 6 anni e 8 mesi
29 Maria Pignatiello 5 anni e 8 mesi
30 Antonietta Uccella 5 anni e 8 mesi
31 Loredana Palmieri 5 anni e 8 mesi
32 Annunziata Rigotti 5 mesi e 11 giorni, pena accessoria
33 Rosario Rolletta 5 anni
34 Ciro Russo 5 anni
35 Giuseppe Russo jr. 5 anni
36 Gabriele Di Carluccio 5 anni
37 Gennaro Paola 10 anni e 8 mesi
38 Bartolo Iuccoia 12 anni
39 Giovanni De Martino Rosario 4 anni
40 Gioele Lucarelli 4 anni
41 Pasquale De Masi 2 anni e 8 mesi
42 Maria Braccia 2 anni e 3 mesi, pena ridotta
43 Maurizio Cacciola 1 anno e 6 mesi, recidivo
Un verdetto che potrebbe infliggere un durissimo colpo al clan De Martino, non solo per i 20 anni chiesti per Salvatore De Martino, ultimo dei tre figli del boss Francesco e di Carmela Ricci, per i quali sono stati invece chiesti rispettivamente 14 e 12 anni di detenzione, ma anche per le condanne che rischiano i fedelissimi, tra i quali spicca Francesco Pignatello consuocero di Francesco De Martino e referente del clan nel rione Conocal, oltre a quelle dei giovanissimi che costituivano il braccio armato e operativo del clan.
Una sentenza che potrebbe relegare in carcere il boss Marco de Micco almeno per altri 10 anni, malgrado l’assoluzione dello scorso maggio nell’ambito del processo per l’omicidio del 23enne Carmine D’Onofrio. Sorte analoga per gli altri imputati, ugualmente assolti lo scorso maggio, ma che rischiano di incassare pene superiori ai 10 anni: Ciro Ricci, Giovanni Palumbo e Ferdinando Vescovo. Sorte diversa per Giuseppe Russo junior alias “il barbiere” che a breve potrebbe tornare in libertà.
Pesante anche la condanna chiesta per il ras della droga Ciro Naturale che ha incassato una pena di 20 anni di reclusione: ‘o mellone, dopo un periodo vissuto da reggente del clan De Micco, in seguito all’arresto del boss Marco de Micco, fu vittima di un agguato al quale è miracolosamente sopravvissuto. Invece, suo cognato, Carmine Verdemare rischia 12 anni.
Diverse figure di spicco della malavita ponticellese potrebbero restare relegate in carcere per diverso tempo e, almeno per qualche anno, il clan non potrebbe beneficiare del loro supporto.










