Entra nel vivo la faida in corso da diverso tempo nel rione De Gasperi di Ponticelli.
Intorno alle 3.30 di mercoledì 17 settembre, nei pressi del ponte che si trova in prossimità dei primi isolati del rione, sono esplosi due ordigni. La violenta deflagrazione ha svegliato di colpo i residenti in zona, seminando un clima di viva paura che si traduce in omertà e silenzio.
Non è chiaro se le due esplosioni abbiamo arrecato danni alle automobili parcheggiate in strada o alle abitazioni adiacenti. L’unico dato certo è la matrice del raid, al pari della finalità: un’intimidazione indirizzata ai reduci dei “pazzignani” e che va interpretata come la temibile replica all’azione intimidatoria che qualche settimana fa fu indirizzata a un soggetto imparentato con Pasquale Tarallo, noto broker della droga dell’isolato tre, da tempo entrato in rotta di collisione con i nipoti di Luisa De Stefano, un tempo mamma-matrona del clan, oggi collaboratrice di giustizia.
Un’associazione di fatti e persone che da svariati mesi sta facendo registrare azioni violente: spari dal balcone, automobili date alle fiamme e ordigni, come quelli esplosi la scorsa notte.
Due fragorosi sussulti a distanza ravvicinata che sembrano destinati a introdurre un’imminente resa dei conti. Seppure i due ordigni non siano stati piazzati a ridosso dell’isolato 10, fortino dei “pagzzignani”, appare evidente che il messaggio fosse destinato a loro, così come sono chiare le motivazioni che hanno spinto gli attentatori a non addentrarsi a ridosso dell’edificio presidiato dai rivali. Come riportato nei giorni scorsi dal nostro giornale, “i pazzignani” temono e attendono un’incursione armata dei De Micco e pertanto presidiano dai balconi delle loro abitazioni le due vie d’ingresso del rione, in attesa di intercettare il commando e aprire il fuoco, al fine di sventare un possibile agguato e bruciarli sul tempo anticipandone le mosse. Consapevoli di questo, i rivali non si sono avventurati oltre il ponte, proprio per non essere avvistati dai cecchini e preservare il buon esito del raid, senza esporsi al pericolo degli spari.
Un raid che non ha affatto colto di sorpresa gli abitanti del rione che davano per scontato che sarebbe giunta la replica del ras della droga dell’isolato tre che allo stato attuale rappresenta una delle principali garanzie di guadagno per il clan De Micco.
Il video pubblicato nelle storie di Instagram nei giorni scorsi, in occasione dei festeggiamenti per il 18esimo compleanno di una delle figlie dei fratelli De Micco, non lasciava presagire nulla di buono per “i pazzignani”, alla luce del solido legame ostentato tra il rampollo del clan e Tarallo durante il brindisi finalizzato a rilanciare la supremazia del clan.
Negli ultimi tempi, “i pazzignani” avevano alzato il tiro prima indirizzando colpi d’arma da fuoco verso la camera da letto di un soggetto legato a Tarallo, seppure consapevoli che nella stanza ci fossero dei bambini, poi l’incendio dell’auto di proprietà della stessa persona.
“Una doppietta” alla quale i rivali hanno replicato la scorsa notte e che verosimilmente annuncia l’escalation di un conflitto finalizzato a chiudere la partita e regolare i conti con quello che resta del clan dei “pazzignani”: un esiguo gruppo di giovani, indeboliti dagli arresti e minacciati anche dal pentimento eccellente di alcuni parenti, ma che ciononostante continuano a fomentare le logiche che alimentano una delle faide di camorra più temute dai cittadini estranei alle logiche camorristiche, perché nello scenario che si sta delineando, forte è il sentore che ad avere la peggio possa essere un innocente.










