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Rabbia e paura nel Rione De Gasperi di Ponticelli: cittadini costretti a vivere sotto assedio

Luciana Esposito di Luciana Esposito
28 Agosto, 2025
in Cronaca, In evidenza
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Napoli, ancora spari. Raid notturno a Pianura
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Nel cuore di Ponticelli, uno dei quartieri più periferici e complessi di Napoli, il Rione De Gasperi è diventato, non solo simbolo emblematico del degrado che imperversa nelle periferie, ma anche teatro di una faida camorristica che ha trasformato la vita quotidiana dei suoi abitanti in un incubo. Le sparatorie tra i clan rivali, spesso scatenate da conflitti per il controllo delle piazze di spaccio, hanno costretto i residenti a vivere in uno stato di costante allerta, dove la paura di una pallottola vagante è diventata una realtà quotidiana. 

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I residenti in zona sono costretti a fronteggiare una realtà in cui le sparatorie non sono eventi isolati, ma episodi frequenti che minacciano la loro sicurezza e quella dei loro figli. 

Ogni giorno, i residenti del Rione De Gasperi si svegliano con la consapevolezza che la violenza potrebbe bussare alla loro porta. Le sparatorie avvengono indistintamente di giorno e di notte, con i colpi che risuonano tra i palazzi e i balconi. La paura è palpabile: bambini che non possono giocare liberamente, anziani che non osano uscire di casa e genitori che temono per la sicurezza dei propri figli. 

Complice la faida che si combatte dai balconi ormai da più di un anno e che vede i reduci del clan dei “Pazzignani” fronteggiare il gestore di una delle piazze di spaccio più redditizie dell’intera periferia orientale di Napoli, la paura e la rabbia dei residenti hanno raggiunto l’apice.

Rimaneggiati dagli arresti e dai pentimenti eccellenti, i reduci del clan nato sui relitti dei Sarno, tenta di restare a galla cercando di imporre la propria supremazia almeno ai vicini di casa. Forti della vicinanza tra gli isolati in cui vivono i soggetti addentrati nel business della droga che imperversa da decenni nell’isolato tre e l’edificio in cui sopravvivono segregati in casa da tempo immemore per sottrarsi alla condanna a morte che pende sul loro capo, i “Pazzignani” si ostinano a tentare il tutto per tutto a suon di spari. Pur guardandosi bene dall’abbandonare le loro abitazioni e scendere in strada per affrontare a viso aperto i rivali, presentandosi al cospetto del ras della droga dell’isolato tre, Pasquale Tarallo detto ‘ a Ceccia, per imporgli il pedaggio di una tangente sui proventi dello spaccio – come impone il gergo malavitoso – i “Pazzignani” puntano tutto sui raid intimidatori sistematicamente inscenati dal balcone di casa e che li vede indirizzare colpi d’arma da fuoco verso le abitazioni dei soggetti con i quali sono entrati in rotta di collisione ormai da tempo.

Uno scenario che legittima le paure della gente comune: anziani, donne, padri di famiglia, ragazzi, bambini, costretti a vivere in un clima incerto che non li fa sentire al sicuro neanche tra le mura delle proprie case, perché consapevoli che in qualsiasi momento la quiete domestica potrebbe essere violata da un proiettile vagante.

Ma oltre alla paura, c’è una rabbia silenziosa che pervade le strade del rione. Una rabbia verso le istituzioni che sembrano lontane e indifferenti, incapaci di fermare una spirale di violenza che sembra non avere fine. Gli abitanti denunciano la mancanza di interventi concreti volti a ripristinare legalità e sicurezza, la carenza di servizi e la sensazione di essere abbandonati a se stessi. Le promesse di riqualificazione urbana e di sicurezza restano spesso sulla carta, mentre la criminalità continua a imperversare. Un sentimento esasperato dall’assenza di controlli e di perquisizioni, anche all’indomani di fatti eclatanti come quelli avvenuti la scorsa notte: una serie di spari, un’automobile incendiata. Un senso di impotenza e rassegnazione che si traduce in sfiducia e rassegnazione. Motivo per il quale gli abitanti del rione hanno smesso anche di allertare le forze dell’ordine per segnalare quello che accade fuori le loro finestre.

Una rassegnazione che presta il fianco alle logiche criminali e che ostruisce le indagini delle forze dell’ordine e che rischia di alimentare un’escalation di violenza nella quale potrebbe avere la peggio uno dei tanti civili stanchi di vivere nella morsa della paura.

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Prima gli spari, poi l’auto incendiata: “notte di fuoco” nel rione De Gasperi di Ponticelli

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Rione De Gasperi, tra spari e promesse mancate: la sfiducia che soffoca Ponticelli

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