Emergono nuovi e agghiaccianti dettagli sulla tragica morte di Martina Carbonaro, la ragazza di 14 anni uccisa lo scorso maggio nel casolare abbandonato dell’ex stadio comunale di Afragola. Secondo quanto ricostruito dai risultati dell’autopsia, Martina fu colpita quattro volte alla testa con un masso. La prima volta mentre era di spalle. L’agonia, secondo la consulente della Procura, durò probabilmente un’ora.
La ricostruzione: i risultati dell’autopsia
La perizia è stata redatta dalla dottoressa Raffaela Salvarezza, dirigente della ASL Napoli Nord, nominata consulente dal pubblico ministero incaricato dell’inchiesta.
Secondo quanto emerso Martina è stata colpita per la prima volta alla parte posteriore destra della testa, mentre si stava girando.
I colpi successivi sono stati alla zona parietale sinistra, poi alla parte frontale del cranio.
L’ultimo colpo, inferto alla fronte, sarebbe stato sferrato quando Martina era già a terra, probabilmente agonizzante.
L’insieme dei traumi ha provocato emorragie e fratture craniche tali da portare, non subito ma nel giro di circa un’ora, al decesso.
Questa sequenza ricostruisce un’azione brutale e prolungata, che rende ancora più dolorosa l’immagine degli ultimi istanti di vita della 14enne, lasciata agonizzare sola tra i ruderi del casolare.
Il movente: ossessione e possesso
L’accusa è chiara: Alessio Tucci, 17 anni, ex fidanzato della vittima, avrebbe ucciso Martina in un gesto di possesso e rifiuto del distacco. La loro relazione era finita, ma lui non accettava di perderla.
I magistrati stanno ora cercando di chiarire un dettaglio chiave: Tucci è rimasto sul posto mentre Martina moriva o se n’è andato lasciandola agonizzante? Questo punto sarà cruciale anche per definire l’aggravante di crudeltà e il comportamento dell’indagato nelle fasi successive all’aggressione.
Un delitto che scuote: fragilità, gioventù, violenza
Il caso ha scosso non solo la comunità di Afragola, ma l’intera opinione pubblica. Due adolescenti coinvolti in una tragedia indicibile: una ragazza di 14 anni uccisa brutalmente, un ragazzo di 17 che ora dovrà rispondere di omicidio aggravato.
Il femminicidio di Martina Carbonaro si inserisce nel doloroso elenco di vittime giovanissime di relazioni malate, segnate dal controllo e dalla gelosia. Un fenomeno che richiede attenzione non solo giudiziaria, ma anche sociale ed educativa.
Mentre proseguono le indagini e si attende il processo, la famiglia di Martina attende giustizia. I funerali della ragazza, ancora da celebrare al momento della stesura di questo articolo, si svolgeranno nella Basilica di Sant’Antonio ad Afragola.










