Dopo 15 anni dall’assassinio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica (Salerno), si apre finalmente una fase processuale decisiva. Il 16 settembre 2025 è fissata l’udienza preliminare del procedimento giudiziario che vede imputati i principali sospettati coinvolti nell’omicidio.
Chi sono gli imputati
Tra i principali indagati:
- Fabio Cagnazzo, ex colonnello dei carabinieri;
- Lazzaro Cioffi, ex brigadiere dei carabinieri;
- Giuseppe Cipriano, imprenditore con presunti legami con ambienti malavitosi;
- Romolo Ridosso, ex boss camorristico e collaboratore di giustizia, che si è assunto parte della responsabilità.
Altri soggetti erano stati inizialmente coinvolti nelle indagini preliminari: in totale, almeno otto persone erano state nell’indagine, ma il processo odierno riguarda principalmente i quattro maggiori indiziati.
Cronologia e contesto
Angelo Vassallo fu ucciso con nove colpi di arma da fuoco la sera del 5 settembre 2010, ad Acciaroli. Un uomo noto per la sua attività ambientale, il contrasto all’abusivismo edilizio, la lotta contro lo spaccio di droga.
Le indagini hanno attraversato molti anni, con arresti nel 2024 per questi quattro imputati, suscitando attenzione per la figura del colonnello, e per la pista che coinvolge corruzione, depistaggi e collusioni.
Nel frattempo le associazioni, la famiglia Vassallo, la Fondazione che porta il nome del sindaco, e soggetti come ASMel e l’ANCI si sono attivate per seguire il processo, chiedendo che lo Stato e le forze coinvolte si costituiscano parte civile.
Cosa si deciderà il 16 settembre
L’udienza preliminare determinerà se vi sono elementi sufficienti per rinviare a giudizio gli imputati, sulla base delle prove raccolte dall’inchiesta, quali soggetti si costituiranno parte civile ufficialmente (tra cui la famiglia Vassallo, ASMel, ANCI, e possibilmente lo Stato e i Carabinieri) per chiedere risarcimento e partecipare al processo, possibili questioni preliminari sollevate dalle difese, relative alla validità delle prove, alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, e al rispetto delle procedure legali (quali quelle connesse alla custodia cautelare, alla richiesta di arresto, ecc.).
Dario Vassallo, fratello del sindaco, invita lo Stato a “esserci” con presenza istituzionale, parte civile, affinché il processo non sia solo una celebrazione simbolica ma un concreto atto di giustizia per la comunità.
Le associazioni impegnate per la legalità esprimono aspettativa: che la verità, dopo tantissimi anni di attesa, emerga finalmente in modo chiaro.
Questo processo rappresenta un’occasione di verità dopo anni di incertezza, indagini, sospetti e retroscena; un segnale all’intera società sul fatto che anche omicidi eccellenti, con possibili coinvolgimenti istituzionali e crimini ambientali, possono finire sotto la lente della giustizia; un simbolo dell’impegno civile per la trasparenza, la legalità, la tutela del territorio.
Il 16 settembre segna una data cruciale nel cammino verso la giustizia per Angelo Vassallo. Nel tribunale di Salerno si apre un capitolo che la famiglia, la comunità e le istituzioni aspettavano da 15 anni. Le promesse di verità e giustizia avranno ora la loro prova: non solo nelle parole, ma nei fatti giudiziari e nelle responsabilità riconosciute.









