La Global Sumud Flotilla (flottilla della “resilienza”, dal termine arabo sumud) si prepara a intraprendere la più grande missione navale civica di sempre in supporto della popolazione della Striscia di Gaza. Decine di imbarcazioni, con equipaggi provenienti da 44 paesi, partiranno contemporaneamente da diversi porti: il 31 agosto da Barcellona e Genova, mentre una seconda ondata salperà il 4 settembre da porti in Tunisia, Grecia e Sicilia.
Questa vasta coalizione internazionale include medici, avvocati, sacerdoti, attivisti, artisti, giornalisti, sindacalisti e volontari, tutti uniti dalla convinzione nella dignità umana e nel potere dell’azione nonviolenta. Oltre 26.000 persone hanno già manifestato la volontà di partecipare.
L’obiettivo principale è rompere il blocco israeliano su Gaza trasportando cibo, medicinali e generi di prima necessità. Attraverso l’azione civica, la flottiglia intende denunciare l’assedio come violazione dei diritti umani e spingere i governi mondiali ad agire.
Tra i partecipanti della flottiglia figurano nomi celebri: l’eco-attivista svedese Greta Thunberg, l’attrice Susan Sarandon, l’attore Liam Cunningham e il politico portoghese Mariana Mortágua.
In Italia, molte personalità del mondo culturale hanno condiviso l’appello, da Alessandro Gassman a Zerocalcare, chiedendo al Festival di Venezia di schierarsi contro il genocidio in corso.
Negli ultimi due decenni, diverse flottiglie avevano tentato (spesso senza successo) di raggiungere Gaza. Quelle del 2010 e del 2011, ad esempio, avevano suscitato grandi tensioni internazionali, con violente incursioni navali da parte delle autorità israeliane.











