La Procura di Roma ha disposto ufficialmente il sequestro della salma di Michele Noschese, 35enne napoletano noto come DJ Godzi, deceduto il 19 luglio a Ibiza in circostanze ancora da chiarire.
È stato aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio preterintenzionale nei confronti di persone ignote.
Secondo la famiglia e alcuni testimoni, durante un intervento della polizia spagnola, Dj Godzi sarebbe stato ammanettato mani e piedi, immobilizzato a pancia in giù, e avrebbe subito violenze. A seguito di questo trattamento, avrebbe perso conoscenza ed è deceduto. Accertamenti italiani, richiesti dalla famiglia, hanno evidenziato la presenza di fratture alla clavicola e a sette costole.
La Guardia Civil sostiene invece che il decesso sia stato causato da un malore legato all’assunzione di sostanze stupefacenti (tra cui tusi, ketamina, e cocaina), escludendo segni di violenza fisica. Da questa versione, emerge che gli agenti intervennero dopo una segnalazione, poiché Noschese era sotto effetto di droghe, aggrediva la sua partner e minacciava un vicino con un coltello.
Il PM Francesco Basentini ha disposto una nuova autopsia in Italia, in aggiunta a quella eseguita in Spagna, per chiarire le cause del decesso. È stato avviato un procedimento penale per omicidio involontario (art. 584 del Codice Penale italiano), con ipotesi di omicidio preterintenzionale, che prevede pene da 10 a 18 anni di reclusione. Il corpo di Michele Noschese è rientrato in Italia e già consegnato alla famiglia alle prime ore del 1º agosto a Fiumicino.
Il caso di Dj Godzi resta avvolto da sospetti contrastanti: da un lato una versione ufficiale che attribuisce il decesso a un malore legato all’uso di droghe; dall’altro la famiglia insiste su possibili abusi subiti durante l’intervento della polizia.
Il sequestro della salma e l’avvio di una nuova autopsia in Italia indicano che la magistratura ritiene necessario verificare con assoluta precisione la dinamica dei fatti.
Nei prossimi giorni, i risultati dell’autopsia e dei consulenti tecnici potrebbero fare luce sulle cause effettive del decesso, sciogliendo i nodi su eventuali responsabilità.










