Nelle ultime ore le autorità sanitarie campane hanno confermato due nuovi casi di infezione da virus West Nile nel territorio vesuviano: uno a San Sebastiano al Vesuvio e uno a Ercolano. Questi si aggiungono ai casi registrati a Pomigliano d’Arco, dove si è anche verificato un decesso, e in altre zone del Casertano e del Lazio.
L’espansione del contagio interessa principalmente la zona tra provincia di Caserta e area vesuviana. Oltre ai due nuovi casi, si contano 18 casi confermati e due sospetti in Campania, con proiezioni che indicano fino a 2.000 soggetti asintomatici potenzialmente infetti.
Un uomo di 73 anni residente a Pomigliano d’Arco è deceduto il 25 luglio, dopo aver sviluppato una forma grave di infezione neuro-invasiva da West Nile. Un 80enne di Maddaloni è deceduto all’ospedale di Caserta a causa della stessa patologia.
Il West Nile Virus (WNV) è trasmesso principalmente dalle zanzare del genere Culex, che si infettano pungendo uccelli serbatoio e trasmettono il virus all’uomo tramite morso . L’infezione è spesso asintomatica o si presenta con sintomi lievi nei pazienti più giovani e in buona salute: febbre, malessere generale, nausea, cefalea e dolori muscolari. Solo meno del 15% dei casi evolve in forme gravi come meningoencefalite, epidemia più frequente in persone anziane o con condizioni cliniche preesistenti.
In Campania, otto pazienti sono attualmente ricoverati per infezione da West Nile, di cui quattro in rianimazione tra ospedale Cotugno di Napoli e Moscati di Aversa. La situazione è seguita con attenzione: le strutture ospedaliere sono in allerta, impegnate nel trattamento dei casi critici.
Secondo il monitoraggio regionale, sono stati attivati protocolli sanitari del “Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi (PNA 2020‑2025)”, su indicazione del Ministero della Salute. Tra le misure: intensificazione della sorveglianza su sangue, donatori, uccelli, zanzare e animali equini, segnalazione e trattamento dei casi sospetti.
L’ASL Napoli 3 Sud ha attivato campagne informative su come proteggersi dalle zanzare nella zona vesuviana, sensibilizzando la popolazione su comportamenti individuali e collettivi da adottare. I consigli principali includono:
Utilizzare repellenti cutanei e insetticidi ambientali.
Indossare indumenti coprenti alla sera.
Eliminare l’acqua stagnante da sottovasi, secchi o contenitori dove le zanzare si riproducono.
Emergono nuove criticità con la conferma di casi a San Sebastiano al Vesuvio ed Ercolano, in un contesto regionale già compromesso da un focolaio diffuso tra il Casertano e il litorale domizio. Nonostante le misure preventive attivate, la presenza di casi gravi e l’aumento dei contagi impongono una sorveglianza intensificata e una risposta coordinata delle autorità sanitarie e locali.











