Il West Nile Virus (WNV) è un virus trasmesso da zanzare del genere Culex, che si infetta pungendo uccelli portatori del virus e poi lo diffonde all’uomo o agli animali. Nella maggioranza dei casi l’infezione è asintomatica o si manifesta con sintomi lievi (febbre, mal di testa, dolori muscolari), ma in una piccola percentuale (meno dell’1 %) può provocare forme neuroinvasive come encefalite o meningite, tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva .
Secondo il bollettino N. 1 pubblicato il 17 luglio 2025 dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità), la sorveglianza integrata ha registrato 5 casi umani confermati di infezione da WNV dall’inizio dell’anno, di cui 4 in forma neuro-invasiva (1 in Piemonte, 1 in Emilia‑Romagna e 2 nel Lazio) e 1 caso di febbre lieve in Veneto. Il primo caso autoctono stagionale è stato segnalato in Piemonte già il 20 marzo 2025 .
A livello veterinario, la circolazione del virus è stata confermata in diverse regioni tra cui Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Toscana, Puglia, Veneto, Friuli‑Venezia Giulia, Sardegna, Emilia‑Romagna, Marche, Piemonte e Lombardia. Sono stati identificati sia il lineage 1 sia il lineage 2 del virus .
Studi recenti evidenziano come l’aumento delle temperature estive, l’intensificazione delle attività agricole e la presenza di aree umide siano fattori determinanti per la diffusione del virus e del vettore principale, la Culex pipiens . In Italia, un’analisi sistematica ha mostrato una forte relazione tra trasmissione di WNV e uso agricolo del suolo, con temperature elevate che favoriscono la proliferazione delle zanzare vettore .
In circa il 80% dei casi l’infezione è asintomatica; nel 20% dei casi si sviluppano sintomi simil-influenzali come febbre, cefalea e eruzioni cutanee.
In meno dell’1% dei casi (soprattutto anziani o immunodepressi), l’infezione evolve in meningite o encefalite, con un tasso di mortalità fino al 10% nei casi più gravi.
In Italia sono stati segnalati 5 casi confermati di WNV: 4 neuroinvasivi (in Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio) e 1 febbrile (in Veneto).
Il virus è stato rilevato a livello veterinario anche nelle regioni Campania, Abruzzo, Toscana, Puglia e altre.
In Campania sono stati confermati 8 casi di infezione da West Nile Virus. Di questi, 4 pazienti sono ricoverati in condizioni gravi presso reparti di rianimazione all’ospedale Moscati di Aversa e al Cotugno di Napoli. La maggior parte delle persone colpite aveva trascorso un periodo di vacanza nella zona di Baia Domizia (Casertano), dove si sospetta sia occulto un cluster legato a zanzare infette. Le aree considerate a rischio includono anche Persano e la foce del Sele nel Salernitano .
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha dichiarato che non si tratta di focolai estesi ma di circostanze isolate sotto controllo sanitario, ribadendo la capacità tecnica e scientifica di gestire la situazione senza allarmismi .
Per prevenire la presenza di zanzare è fondamentale eliminare ristagni d’acqua, svuotare sottovasi, pulire tombini e aree verdi.
La prevenzione individuale resta fondamentale: uso di repellenti, zanzariere, abbigliamento protettivo e cura dell’ambiente domestico.
Secondo previsioni modellistiche, il cambiamento climatico continuerà ad ampliare le aree ad alto rischio di WNV in Europa, includendo regioni dell’Europa centrale e settentrionale entro il 2025–2050. In Gran Bretagna, ad esempio, è stato rilevato per la prima volta materiale genetico del virus in zanzare Aedes vexans, benché senza evidenza di trasmissione locale o casi umani: il rischio è considerato molto basso, ma le autorità hanno intensificato la sorveglianza entomologica e sanitaria.
L’Italia resta tra i Paesi più colpiti dal WNV in Europa. Nonostante il numero relativamente ridotto di casi umani, la circolazione animale, l’emergere di nuove aree colpite e i cambiamenti climatici suggeriscono che la stagione estiva-autunnale richiederà attenzione, prevenzione e monitoraggio costante.











