Un vero e proprio laboratorio clandestino per la produzione di melassa da narghilè è stato scoperto nel cuore del Napoletano, in un’area industriale alla periferia di Casoria. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza, ha portato al sequestro di oltre una tonnellata di melassa e circa 900 kg di aromi non certificati, pronti per essere immessi sul mercato.
I finanzieri hanno fatto irruzione in un capannone anonimo, che all’esterno sembrava un deposito in disuso. All’interno, invece, hanno trovato una linea di produzione artigianale, con macchinari per il miscelamento, contenitori industriali, e confezioni pronte alla vendita. L’attività era completamente sconosciuta al fisco, priva di autorizzazioni sanitarie e senza alcun controllo di qualità.
Tra i materiali sequestrati:
1.000 kg di melassa pronta all’uso, contenente nicotina e glicole propilenico;
900 kg di aromi concentrati di dubbia provenienza (mela, menta, ciliegia, uva e altri gusti usati per narghilè);
etichette adesive falsificate, per simulare marchi noti;
materiale per il confezionamento e la distribuzione.
Secondo le autorità sanitarie intervenute sul posto, l’assenza di controlli e la presenza di sostanze chimiche non tracciate rendono i prodotti pericolosi per la salute, in particolare per l’apparato respiratorio. La melassa per narghilè prodotta in questo modo può contenere agenti tossici non dichiarati. È un rischio per chi la consuma, spesso giovani e adolescenti.
Il responsabile del capannone, un uomo di 42 anni originario dell’area vesuviana, è stato denunciato per produzione e commercio di sostanze alimentari nocive; frode in commercio; violazione delle normative sanitarie e tributarie.
Le indagini proseguono per individuare l’intera rete di distribuzione, che secondo i primi riscontri avrebbe rifornito diversi locali notturni e negozi della provincia di Napoli, ma anche altre regioni del Sud Italia.
Negli ultimi anni, il consumo di narghilè (shisha o hookah) è cresciuto soprattutto tra i giovani. Proprio per questo le autorità stanno intensificando i controlli sulle produzioni irregolari di tabacchi da inalazione e aromi, che spesso aggirano le norme europee in materia di sicurezza.
L’intera area è stata sequestrata. Campioni di melassa e aromi sono ora all’esame dei laboratori dell’ARPAC e dell’Istituto Superiore di Sanità. I risultati saranno cruciali per valutare l’effettiva tossicità dei prodotti sequestrati.











