Stesso nome, stesso destino: Emanuele Tufano, Emanuele Durante, 35 anni in due.
Protagonisti di due omicidi avvenuti di recente a Napoli e che hanno sottolineato le criticità che imperversano tra le strade della città e che vede l’età delle giovani leve della camorra abbassarsi in maniera sempre più netta e brusca.
Entrambi i delitti sono collegati e affondano le radici in faide di potere tra gruppi criminali emergenti nei rione Sanità e piazza Mercato.
Emanuele Tufano, appena 15 anni, è stato ucciso il 24 ottobre 2024 durante un conflitto a fuoco tra giovani armati appartenenti a gruppi contrapposti. La sparatoria, avvenuta tra via Antonietta De Pace e via Carminiello al Mercato, è stata caratterizzata da una violenza inaudita, con colpi esplosi ad altezza d’uomo in pieno giorno. Secondo le indagini, Tufano è stato colpito per errore da un componente del suo stesso gruppo, originario del quartiere Sanità, nel corso di un regolamento di conti per il controllo del territorio. Con la sua “paranza” era partito dal rione Sanità per sfidare i rivali di piazza Mercato e marcare il territorio con una “scesa”, un’azione a scopo dimostrativo compiuta da cortei di scooter in un luogo-simbolo del potere dei rivali per contestarne platealmente l’autorevolezza. Quella sera, però, quell’azione dimostrativa è sfuggita di mano ed Emanuele Tufano ha avuto la peggio.
La sua morte è stata un tragico simbolo della deriva criminale tra bande giovanili, spesso minorenni, che agiscono con modalità camorristiche per dimostrare la propria supremazia.
Emanuele Durante, 20 anni, è stato assassinato lo scorso sabato 15 marzo in via Santa Teresa degli Scalzi. Durante, legato da rapporti di amicizia con Tufano, era presente al momento della sparatoria che costò la vita al 15enne. Le indagini hanno rivelato che l’omicidio di Durante non è stato solo una vendetta per la morte di Tufano, ma anche un’azione dimostrativa orchestrata dal clan Sequino, intenzionato a riaffermare il proprio dominio nel quartiere Sanità. Il clan, recentemente ricostituitosi dopo il ritorno in libertà di alcuni affiliati, avrebbe deciso di eliminare Durante per dare un segnale chiaro a chiunque osasse mettere in discussione il proprio potere, anche a costo di colpire persone legate a episodi non strettamente connessi con le dinamiche interne del clan.
Emanuele Durante, 20 anni, è stato ucciso nel tardo pomeriggio di sabato 15 marzo, nei pressi di un distributore di benzina in via Santa Teresa degli Scalzi. Il giovane era in auto con la fidanzata, quando due soggetti a bordo di uno scooter con il volto coperto dal casco, lo hanno affiancato e hanno sparato. Trasportato all’ospedale Vecchio Pellegrini da un passante, Durante è giunto già morto in ospedale. Emanuele Durante è il nipote di secondo grado di Annalisa Durante, la 14enne vittima innocente della criminalità, raggiunta da un proiettile vagante in un conflitto a fuoco nel 2004. Annalisa è morta un anno prima che Emanuele nascesse.









