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VIDEO-Minacce e provocazioni sui social tra i protagonisti della “faida virtuale” di Ponticelli

Luciana Esposito di Luciana Esposito
9 Settembre, 2024
in Cronaca, In evidenza
0
VIDEO-Minacce e provocazioni sui social tra i protagonisti della “faida virtuale” di Ponticelli
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L’ennesimo atto della faida virtuale che impazza sui social tra i membri più giovani dei clan di Ponticelli, in perenne contrasto per il controllo del territorio, narra di sfottò che molto spesso trascendono in vere e proprie minacce, messaggi espliciti finalizzati ad annunciare le intenzioni del clan d’appartenenza e un botta e risposta che negli ultimi giorni è diventato sempre più serrato. Le tensioni che si registrano tra le strade del quartiere, riaccese dalle recenti scintille, si sono riversate anche nel mondo virtuale, dove è in corso “una guerra senza esclusione di colpi” e che si combatte a suon di video su TikTok e di stories su Instagram.

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Dietro le schermaglie virtuali si cela molto di più di innocenti frecciatine che giovani legati a clan antagonisti si lanciano a vicenda. Un dato di fatto che trapela soprattutto leggendo i commenti che fioccano per rilanciare i messaggi divulgati avvalendosi di contenuti sempre più sfrontati ed espliciti.

Se uno degli ultimi video pubblicati dall’account più attivo sul fronte De Micco può essere interpretato come un’ironica provocazione indirizzata ai rivali, il confronto tra i contenuti pubblicati di recente dagli account più attivi su entrambi i versanti camorristici, ricostruisce un quadro ben diverso nell’ambito del quale appare chiaro che, in attesa di riprendere le ostilità, nessuna delle due fazioni è intenzionata a soccombere dinanzi ai rivali, neanche nel mondo virtuale.

“Ci sono morti che non dimentico mai e vivi che per me sono già morti”, si legge in uno dei tanti contenuti pubblicati sul fronte De Micco. “Il vento sta cambiando e per voi non tira buon aria”, la replica dei rivali che negli ultimi tempi sono tornati iperattivi sui social, quasi a voler annunciare anche nel mondo virtuale l’impellente “alzata di testa” destinata ad andare in scena, allorquando verranno scarcerati alcune figure apicali dell’organizzazione, intorno alla quale l’alleanza che mira ad osteggiare i De Micco si sta rifondando.

Dal loro canto, tra le strade del quartiere e nel mondo virtuale, i De Micco rispondono a tono e alzano il tiro, pressando i rivali, anche in vista delle scarcerazioni attese e annunciate come destinate a cambiare il corso degli eventi che attualmente vedono i Minichini-De Luca Bossa, ma anche i D’Amico e il gruppo del rione De Gasperi messi all’angolo dai cosiddetti “Bodo”. Le schermaglie virtuali più insistenti riguardano proprio questi ultimi e alcuni soggetti legati al gruppo del rione De Gasperi, la compagine che ha subito il colpo più duro, in virtù dell’omicidio di Emanuele Montefusco, ma che seguita a mostrarsi anche come quella più motivata a scendere in campo per osteggiare i rivali.

“Zamberletto diceva a me nemmeno i Bodo mi mancano di rispetto”, scrive un utente, accompagnando la frase con l’emoticon che simboleggia una risata per deridere Salvatore Montefusco, il ras del gruppo del rione De Gasperi che nei mesi scorsi aveva lanciato il guanto di sfida ai De Micco e che ormai due mesi fa è stato arrestato insieme a suo figlio, pochi giorni dopo l’omicidio di suo fratello Emanuele, vittima di una vendetta trasversale voluta per colpire proprio lui, l’ex Sarno tornato a Ponticelli da qualche anno e intenzionato a scalzare i De Micco per appropriarsi del controllo degli affari illeciti. “Quello è un pezzente, gli abbiamo fatto un piacere”, replica l’autore del post pubblicato su uno dei tanti profili presenti in rete per “sponsorizzare” il clan De Micco, alludendo al fatto che non sia stato assassinato dai rivali. “Gli devo svitare la testa per quello che mi ha fatto”, rilancia l’autore del primo commento. Frasi dalle quale trapelano il livore e la tensione che hanno scandito le fasi salienti della faida di camorra che ha tenuto in ostaggio la serenità dei ponticellesi negli ultimi mesi e che si annuncia destinata a tornare in scena.

Quelle che possono apparire frivole chiacchiere virtuali, in realtà concorrono a ricostruire gli scenari che si avvicendano tra le strade del quartiere per mano di una camorra sempre più sfrontata e che si mostra propensa ad adottare un linguaggio esplicito, cavalcando l’onda della visibilità garantita dai social, percepiti e utilizzati come delle autentiche vetrine nelle quali esibire i muscoli per impaurire i rivali e affascinare i followers, sempre più soggiogati da messaggi fuorvianti e che concorrono ad accrescere il fascino e la credibilità che attornia i modelli educativi distorti, ma sempre più in voga tra la generazione Alpha.

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