E’ stato ucciso al culmine di una lite per una coperta, Abdelhakim Mitraoui, tunisino, 30 anni, senza fissa dimora, il cui corpo agonizzante era stato avvistato da un runner in viale Dohrn, a pochi passi da Mergellina, poco dopo le otto di sabato 7 settembre.
L’uomo, ferito con un fendente alla gola, era ancora vivo quando è stato soccorso, ma quando l’ambulanza è giunta sul posto non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
Sono giunte a un rapido epilogo le indagini della Squadra mobile partenopea, coadiuvata dalla Guardia di Finanza. Oltre a quella del runner sono state raccolte altre tre testimonianze di alcuni connazionali della vittima. Proprio alcuni di loro hanno fornito informazioni particolarmente importanti per ricostruire la dinamica e una descrizione meticolosa dell’assassino che ha consentito agli agenti di mettersi sulle sue tracce.
Uno dei testimoni lo avrebbe perfino incrociato, ancora con il coltello in mano, mentre si allontanava.
All’alba di oggi, lunedì 9 settembre, è stata segnalata la presenza del ricercato, armato, nella zona della stazione centrale, a piazza Garibaldi: lì alcuni militari dell’Esercito erano dovuti intervenire per difenderlo da altri connazionali che lo avevano circondato e stavano per linciarlo.
Riuscito a divincolarsi, è stato raggiunto e bloccato dai due carabinieri che erano in zona: a loro un tunisino, che era uno dei testimoni sentiti a caldo, spiega che era stato proprio quell’uomo – Moussa Racked, 32enne, nato a Napoli – ad accoltellare a morte Abdelhakim, suo amico. Un omicidio nato per una coperta, o un materasso dove dormire, beni contesi ritenuti così ‘preziosi’ da difendere a tutti i costi.
Dal racconto fornito dal testimone, è emerso che il gruppo di extracomunitari era entrato in azione dopo aver saputo che l’assassino si aggirava in piazza Garibaldi: volevano bloccarlo e consegnarlo alle forze dell’ordine. Un raid però sfociato in una vera e propria aggressione, con calci e pugni nei confronti di Racked, che ha cercato di difendersi sferrando fendenti, senza provocare feriti.
L’uomo è stato preso in carico dalla Polizia di Stato e condotto in ospedale, dove è stato medicato. Poi è stato sottoposto a fermo, con l’accusa di omicidio, dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli. Il coltello è stato sequestrato.
Ora si trova nel carcere di Poggioreale.










