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L’appello di una giovane affetta da male incurabile: “fermiamo la cattiveria umana, uccide più dei tumori”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
20 Agosto, 2017
in In evidenza
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L’appello di una giovane affetta da male incurabile: “fermiamo la cattiveria umana, uccide più dei tumori”
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sangueE’ uno sfogo a cuore aperto, quello inviato alla nostra redazione da Tiziana, una giovane di appena 21 anni che da diverso tempo lotta contro il linfoma di Hodkgin e che racconta come e perché quest’estate per lei è particolarmente dolorosa.

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Un’estate segnata da diversi e particolarmente efferati episodi di cronaca: la morte del 25enne attivista gay Vincenzo Ruggiero, ucciso a colpi d’arma da fuoco e poi fatto a pezzi dal 35enne Ciro Guarente, compagno della coinquilina del giovane che lo ucciso perché erroneamente convinto che tra i due intercorresse una relazione e infine ha disciolto i resti del cadavere nell’acido, prima di occultarli all’interno di un box preso in affitto nel quartiere Ponticelli, l’analoga sorte che un fratello ha inferto alla sorella nel quartiere Parioli di Roma, strangolandola e poi sezionandola prima di gettarne i resti in diversi cassonetti della spazzatura, l’attentato terroristico lungo la Rambla che ha consegnato a tutto il mondo scene pregne di sangue e paura, il giovane assassinato in una discoteca spagnola da tre energumeni che lo massacrano di botte.

Una lunga scia di sangue che ha inferto sofferenze più lancinanti di quelle confacenti al percorso da oltrepassare per sopravvivere a mali, molto spesso, incurabili, come quello che tiene in ostaggio la vita della giovane Tiziana, ad affermalo è proprio lei, nel corso di un lungo sfogo: “Mi rendo sempre più conto che per comprendere pienamente l’importanza, il valore e la bellezza della vita è necessario ritrovarsi faccia a faccia con un brutto male, com’è successo a me. Non mi sento sfortunata, sono solo una delle tante persone prese in ostaggio da malattie atroci che sono una conseguenza della malvagità dell’uomo che ha inquinato ed avvelenato la terra. Ogni giorno, ringrazio Dio per avermi concesso un nuovo giorno. Da quando mi è stata diagnosticata la malattia, la mia vita è cambiata radicalmente: dopo il diploma, ho interrotto gli studi. Non ha senso studiare per assicurarmi un futuro, se non so se e quanto tempo mi resta da vivere. Niente potrà essere per me come l’ho sempre immaginato, fin da quando ero bambina: non mi sposerò, probabilmente, non avrò dei figli, ma non ha senso che mi metto in un angolo a disperarmi e vivo il tempo che mi rimane piangendo ed imprecando per quello che non potrò avere, preferisco gioire delle cose belle di cui ancora posso godere e che ancora posso fare. Leggo, leggo moltissimo, per conoscere quello che non so e scoprire cose nuove, viaggio, per quello che posso, per vedere altre città e confrontarmi con altre culture. Ho visto paesaggi bellissimi e so che grazie ai miei “nuovi occhi”, quelli che hanno cambiato il mio modo di vivere e guardare il mondo, ho potuto comprenderne la reale bellezza e sentirne la pura emozione. Mi godo l’amore della mia famiglia e dei miei amici che cerco di ricambiare più che posso. L’amore è il motivo principale per il quale vale la pena di viere ed è il sentimento opposto rispetto a quello che genera morte e distruzione. Se gli esseri umani imparassero ad amarsi e ad amare meglio e di più, non ci sarebbero tutte queste tragiche morti.

Prima della malattia, vivevo tutto di corsa e senza dare peso a quello che  mi passava davanti agli occhi, adesso sento di poter dire di aver compreso il vero senso della vita. Un valore che di certo manca a chi non comprende quanto sia fortunato a vivere in salute e inconsapevole del dono che possiede, impiega forze ed energie per fare del male ad altri esseri umani.

Il terrorismo, la facilità con la quale dei giovani in una discoteca per una spinta o per altri banali motivi hanno picchiato e ucciso Niccolò, quella stessa facilità che ha portato un uomo e perfino un fratello a fare a pezzi delle vite, per disfarsene più facilmente e le tante, troppe morti assurde che hanno sporcato di sangue e dolore questo mese d’agosto, mi hanno arrecato davvero tanto dolore.

Fa più soffrire l’idea che si possa morire in un modo così assurdo, per la feroce cattiveria di altri esseri umani che per effetto delle torture inflitte da un male incurabile.

I tumori, in tutte le loro forme, sono una diretta conseguenza di questa stessa violenza, ma all’uomo non basta. Dimostra di volersi spingere sempre più oltre e di non essere mai in grado di imparare dagli errori degli altri che stiamo pagando tutti.

Come si fa a svuotare le anime degli uomini crudeli dell’odio per educarli ai valori positivi della vita?

Me lo chiedo giorno e notte e la consapevolezza che il male più grande che minaccia le nostre vite è proprio la cattiveria che dilaga in tutto il mondo, non mi fa vivere serenamene quel poco tempo che mi resta da vivere, perché è la stessa che uccide bambini e ha ridotto me su una sedia a rotelle e che strazia centinaia di vite umane in ogni angolo del mondo, per diverse ragioni.

L’unica speranza di salvezza per l’umanità è proprio quella di trovare la chiave di svolta per convertire le anime crudeli e redimerle, rieducandole al culto dell’amore e del rispetto degli altri.

La vicenda del ragazzo morto al Loreto Mare di Napoli, perché lasciato in codice rosso per 4 ore ad aspettare che gli infermieri finissero di litigare per decidere chi dovesse trasportarlo in un altro ospedale pe sottoporsi ad un esame diagnostico è un’altra dolorosissima pagina che affonda il dito in una piaga ancora più dolente. Chi lavora per salvare vite umane e, invece, le condanna a morte per disattenzioni o errori che non possono essere definiti tali, per quanto è grave che a pagarne le spese siano delle vite umane.

La consapevolezza di rischiare di finire nelle mani di persone impreparate o “distratte” getta ancora di più nello sconforto chi, come me, sa di vivere già con la vita appesa ad un filo.

Pensiamo che le malattie incurabili sono la cosa più grave che può capitare ad una persona, invece, io credo che la cattiveria che solo gli uomini e neanche gli animali più feroci sono in grado di tirare fuori siano il pericolo più grande da temere.”

 

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Prec.

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