Vincenzo Rossi e Vincenzo Bevivino sono stati condannati a cinque anni di reclusione ciascuno per il ferimento del fratello di Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari. Il raid risale al 3 gennaio 2026. L’accusa iniziale di tentato omicidio è stata riqualificata in lesioni aggravate.
Cinque anni di reclusione ciascuno per l’agguato a colpi di pistola contro Gianluca Pisacane, fratello di Fabio, allenatore del Cagliari. È la condanna inflitta a Vincenzo Rossi e Vincenzo Bevivino, i due cugini imputati per il ferimento avvenuto nella notte del 3 gennaio 2026 ai Quartieri Spagnoli, a Napoli.
La sentenza è stata pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare Nicoletta Campanaro al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Il procedimento si è concluso con una condanna per lesioni aggravate, dopo che l’originaria contestazione di tentato omicidio era stata riqualificata nel corso dell’iter giudiziario.
La lite nel locale e poi gli spari
L’agguato si consumò nelle prime ore del 3 gennaio, nei pressi del Pisadog Spritz, il locale gestito da Gianluca Pisacane nella zona di Montecalvario.
Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini, poche ore prima si era verificata una discussione all’interno dell’esercizio commerciale tra alcune clienti e una dipendente. Pisacane sarebbe intervenuto in difesa della lavoratrice, provocando l’allontanamento delle donne.
La tensione, tuttavia, non si sarebbe esaurita con la lite. Alcuni familiari delle ragazze sarebbero tornati sul posto per affrontare il titolare.
Quando Gianluca Pisacane e il padre Andrea uscirono dal locale, la situazione precipitò. Furono esplosi colpi di pistola e il 48enne venne raggiunto da due proiettili alla gamba destra. Anche il padre sarebbe stato aggredito e spintonato.
Un litigio nato all’interno di un’attività commerciale si trasformò così in un’aggressione armata nel cuore dei Quartieri Spagnoli.
La fuga in Abruzzo e gli arresti
Dopo il ferimento, i due cugini si allontanarono da Napoli in direzione dell’Abruzzo. La fuga terminò a Montesilvano, in provincia di Pescara, dove furono rintracciati dalle forze dell’ordine dopo un incidente stradale causato dal ghiaccio presente sull’asfalto.
Entrambi riportarono lesioni e furono sottoposti a controlli e cure mediche. Il 7 gennaio vennero fermati dagli investigatori delle Squadre mobili di Napoli e Pescara. Nei loro confronti fu inizialmente contestato il tentato omicidio, oltre al porto di un’arma da sparo in luogo pubblico.
Le successive valutazioni giudiziarie portarono alla riqualificazione dell’accusa in lesioni aggravate. È su questa contestazione che è arrivata la condanna a cinque anni per ciascun imputato.
Un agguato nato da una lite
La vicenda riporta l’attenzione su una dinamica che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe partita da una discussione per motivi legati alla gestione del locale e ai rapporti con una dipendente.
La risposta alla lite sarebbe stata un ritorno in gruppo, seguito dall’esplosione di colpi d’arma da fuoco. Un’escalation che ha portato un uomo in ospedale e due imputati a una condanna detentiva.
Il caso aveva suscitato particolare attenzione anche per il legame familiare tra la vittima e Fabio Pisacane, noto nel mondo del calcio. Al centro della vicenda resta quanto accaduto fuori da un locale dei Quartieri Spagnoli: una lite degenerata in violenza armata, con conseguenze giudiziarie che hanno trovato una primo epilogo in tribunale.









