La 24enne è deceduta il 2 luglio, tre giorni dopo un intervento chirurgico programmato. I consulenti della famiglia contestano l’elaborato disposto dalla Procura e sollevano dubbi sulla valutazione della cartella clinica. Tre medici sono indagati per omicidio colposo.
Una relazione che, secondo i consulenti della famiglia, non chiarirebbe le cause della morte né consentirebbe di stabilire se la condotta dei sanitari sia stata corretta. È il nuovo fronte dell’inchiesta sulla morte di Francesca Tucci, 24 anni, deceduta il 2 luglio scorso all’ospedale Cardarelli di Napoli, tre giorni dopo un intervento chirurgico programmato.
L’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i familiari della giovane, ha consegnato alla Procura di Napoli una consulenza tecnica di parte redatta dai medici Luca Scognamiglio, specialista in medicina legale, e Maurizio Gentile, specialista in chirurgia d’urgenza e oncologica. Nel documento vengono contestate le conclusioni della relazione autoptica depositata dai consulenti nominati dalla Procura il 5 ottobre.
Secondo i consulenti della famiglia, l’elaborato non fornirebbe risposte adeguate ai quesiti formulati dal pubblico ministero sulla tempestività degli interventi sanitari, sul rispetto delle buone pratiche cliniche e sul nesso causale tra la condotta medica e il decesso.
«La relazione non risponde alle domande decisive»
Nella consulenza depositata, i professionisti incaricati dalla famiglia contestano il metodo e le conclusioni dell’elaborato della Procura. La loro valutazione è che sia stata ritenuta corretta la condotta dei sanitari senza aver prima chiarito in maniera adeguata la causa della morte e senza aver risposto ai quesiti investigativi.
La contestazione riguarda anche la lettura della documentazione sanitaria, che, secondo i consulenti di parte, non sarebbe compatibile con quanto emerge dagli atti clinici esaminati.
La famiglia chiede quindi che le circostanze del decesso vengano approfondite attraverso un accertamento tecnico capace di rispondere ai punti ancora controversi.
I segnali di peggioramento e i tempi dell’intervento
Nei giorni scorsi, il legale aveva già sollevato interrogativi sulle condizioni della giovane nelle ore precedenti al nuovo intervento chirurgico.
Secondo quanto riferito dall’avvocato Petruzzi, la cartella clinica avrebbe documentato già dalla mattina del primo luglio valori che avrebbero dovuto richiamare l’attenzione dei sanitari. La giovane sarebbe stata riportata in sala operatoria nel tardo pomeriggio, quando, secondo la ricostruzione della famiglia, le sue condizioni erano ormai gravissime.
La difesa sostiene inoltre che questi elementi non sarebbero stati adeguatamente riportati e valutati nella relazione dei consulenti della Procura. È su questi aspetti che si concentra una parte delle contestazioni: quando sono comparsi i segnali di allarme, come sono stati interpretati e se un intervento tempestivo avrebbe potuto modificare l’esito.
Tre medici indagati per omicidio colposo
L’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Mario Canale ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre medici per l’ipotesi di omicidio colposo.
Il nodo resta quello di ricostruire, attraverso la documentazione clinica e gli accertamenti medico-legali, il decorso delle condizioni di Francesca e le decisioni assunte durante il ricovero. In particolare, occorre stabilire se vi siano state criticità nella gestione delle complicanze e se queste abbiano avuto un ruolo nel decesso.
La consulenza di parte apre un nuovo capitolo nel procedimento e porta nuovamente all’attenzione della Procura le contestazioni della famiglia. Sarà l’autorità giudiziaria a valutare se siano necessari ulteriori approfondimenti e quali elementi possano essere utilizzati per arrivare a una ricostruzione completa.









