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Pagamenti senza contanti, la Campania guida la classifica italiana del Buy Now Pay Later 

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
16 Ottobre, 2026
in Non solo hobby
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Pagamenti senza contanti, la Campania guida la classifica italiana del Buy Now Pay Later 
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Se c’è una regione che sta riscrivendo il modo in cui gli italiani pagano, è la Campania. Non per la rapidità del gesto, come accade al Nord con il contactless, ma per un approccio diverso al denaro: dilazionare la spesa senza passare dal credito bancario tradizionale. Secondo un’analisi condotta su cinque anni di dati Google Trends, la Campania è la prima regione in Italia per interesse verso Scalapay, la principale piattaforma di Buy Now Pay Later, con un indice di 100 su 100. Alle sue spalle, a chiudere il podio, Calabria e Sicilia: il Sud occupa per intero le prime posizioni della classifica. 

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Non un ritardo, ma un’altra idea di gestione del budget 

Il dato, riportato da Ottopagine.it, racconta qualcosa di più preciso di una semplice preferenza tecnologica. I consumatori del Sud non arrivano dopo rispetto al resto del Paese: scelgono strumenti diversi, pensati per spalmare una spesa nel tempo piuttosto che per renderla istantanea, magari per gestire meglio le spese di una famiglia o per affrontare un acquisto importante senza ricorrere a un prestito vero e proprio. È una lettura che aiuta a capire anche un altro fenomeno osservato a Napoli e in provincia negli ultimi anni: il contante sta progressivamente lasciando spazio a carte e smartphone, complice anche la diffusione sempre più capillare dei terminali POS nei negozi di quartiere e nei mercati rionali. 

Il Mattino ha documentato questa tendenza lo scorso agosto, segnalando come in Campania i prelievi agli sportelli Bancomat siano passati da 17,8 a 15,9 miliardi di euro tra il 2022 e il 2025, un calo più marcato della media nazionale. La regione, scrive il quotidiano napoletano, corre più veloce dell’Italia verso la moneta digitale. Il quadro si inserisce in una trasformazione che riguarda l’intero Paese: nel 2024, per la prima volta, i pagamenti digitali hanno superato il contante a livello nazionale, con 481 miliardi di euro transati elettronicamente, pari al 43% dei consumi complessivi, e la crescita è proseguita anche nella prima metà del 2025. 

Dai conti dilazionati agli e-wallet: la stessa logica di comodità 

Il passaggio successivo, per chi ha già preso dimestichezza con pagamenti rateali e carte contactless, è quasi naturale: affidarsi a portafogli elettronici che gestiscono tutto da un’unica app, senza dover inserire ogni volta dati della carta o del conto corrente. PayPal è l’esempio più diffuso, ed è anche uno strumento che negli ultimi anni ha trovato spazio ben oltre lo shopping online. Secondo un’analisi di Casinos.com sui pagamenti, chi utilizza PayPal su un casinò regolamentato può contare su depositi immediati e su prelievi accreditati in genere entro 24-48 ore, oltre a commissioni quasi sempre assenti sulle transazioni: la stessa logica di comodità che ha spinto Scalapay ai vertici delle preferenze campane si ritrova, con le dovute proporzioni, anche in questo ambito. 

Il vantaggio che gli utenti più attenti alla privacy apprezzano è che, collegando il proprio conto PayPal, non si condividono con l’operatore i dati della carta o le coordinate bancarie: un dettaglio che pesa, in un momento in cui la cautela sui propri dati finanziari è diventata una priorità per chiunque gestisca pagamenti online, a Napoli come altrove. C’è anche un rovescio della medaglia da conoscere: non tutti gli operatori includono PayPal tra i metodi validi per attivare un bonus di benvenuto, e alcuni applicano soglie di deposito o di prelievo diverse rispetto ad altri strumenti, quindi leggere le condizioni specifiche resta un passaggio da non saltare. 

Il filtro delle licenze ADM 

In Italia, naturalmente, questa evoluzione dei pagamenti digitali passa da un vincolo preciso: solo gli operatori con concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli possono offrire gioco a distanza, e ogni metodo di pagamento integrato deve essere preventivamente verificato e approvato dall’ente, che può anche negarne l’introduzione se non soddisfa i requisiti di sicurezza richiesti. Non si tratta di un dettaglio formale: è la garanzia che le transazioni restino tracciabili e che la piattaforma rispetti gli obblighi di trasparenza previsti per il settore. ADM pubblica periodicamente l’elenco aggiornato dei concessionari autorizzati, uno strumento utile per chiunque voglia verificare la regolarità di un operatore prima di registrarsi, così come restano centrali i presidi di gioco responsabile messi a disposizione dall’Agenzia per chi ha bisogno di un supporto o di un confronto. 

Una città che impara a proteggere i propri pagamenti 

Con la diffusione di carte, app e wallet digitali cresce, inevitabilmente, anche l’attenzione necessaria a evitare i rischi che accompagnano ogni rivoluzione dei pagamenti: phishing, smishing e accessi fraudolenti ai conti correnti sono tra le minacce più comuni segnalate anche a Napoli negli ultimi mesi. Vale la pena ricordare, a questo proposito, alcune delle buone pratiche più semplici da adottare per proteggere il proprio conto corrente online, dalla scelta di una password robusta all’attivazione dell’autenticazione a due fattori, fino al controllo periodico dei movimenti. 

Che si tratti di una rata su Scalapay, di un bonifico istantaneo o di un deposito tramite e-wallet, il filo conduttore resta lo stesso: Napoli e la Campania si confermano un laboratorio interessante per osservare come cambiano, giorno dopo giorno, le abitudini di pagamento degli italiani. 

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La distinzione giuridica è importante. Il dolo eventuale presuppone, in termini generali, che una persona si rappresenti la possibilità che la propria condotta provochi un evento mortale e ne accetti il rischio. La colpa, invece, riguarda una condotta negligente, imprudente o imperita, senza quella forma di accettazione del rischio. Le pene richieste da Burlando sono quelle invocate dalla parte civile e non costituiscono condanne già pronunciate. Anche la qualificazione giuridica dei fatti resta sottoposta alla valutazione dei giudici. «Il suo corpo chiedeva aiuto»: le accuse sulle cure domiciliari Al centro della requisitoria c'è la gestione delle condizioni cliniche di Maradona nelle settimane precedenti la morte. Il campione era stato sottoposto a un intervento chirurgico per un ematoma subdurale e, successivamente, era stato trasferito in un'abitazione privata per proseguire la convalescenza. Secondo la ricostruzione sostenuta dall'accusa e dalle parti civili, durante l'assistenza domiciliare sarebbero stati trascurati segnali e sintomi che avrebbero richiesto un controllo medico più rigoroso e, potenzialmente, un nuovo ricovero ospedaliero. Burlando ha attaccato duramente le condizioni dell'abitazione nella quale Maradona trascorse gli ultimi giorni, sostenendo che fosse inadeguata a garantire un'assistenza proporzionata alla fragilità del paziente. «Il corpo di Diego chiedeva aiuto, ma l'indifferenza è stata brutale», ha dichiarato il legale. Ha inoltre sostenuto che Maradona fosse arrivato vivo in quella casa e che i professionisti incaricati di seguirlo avessero ignorato segnali clinici che avrebbero dovuto destare preoccupazione.  La tesi delle parti civili è che non si sia trattato soltanto di una successione di errori nell'assistenza, ma di condotte e omissioni che avrebbero contribuito alla morte dell'ex calciatore. Sarà il tribunale a stabilire se le prove raccolte consentano di attribuire ai singoli imputati le responsabilità contestate. La morte del Pibe de Oro e il processo a San Isidro Diego Armando Maradona è morto il 25 novembre 2020, a 60 anni, mentre si trovava in convalescenza dopo l'intervento neurochirurgico. La morte, attribuita a un edema polmonare acuto associato a un'insufficienza cardiaca, ha dato origine a un'indagine sulle modalità dell'assistenza ricevuta negli ultimi giorni. Il processo mira a chiarire se i professionisti che avevano in cura l'ex campione abbiano agito correttamente e se eventuali negligenze abbiano avuto un ruolo determinante nel decesso. Il procedimento in corso a San Isidro è il secondo tentativo processuale dopo che il primo processo era stato annullato nel 2025 a seguito dello scandalo legato alla partecipazione di una giudice a un progetto documentaristico sul caso, circostanza che aveva compromesso la regolarità del dibattimento. Nelle settimane precedenti alle arringhe delle parti civili, anche la pubblica accusa aveva chiesto pene detentive per diversi componenti dello staff sanitario, pur con richieste differenti rispetto a quelle formulate da Burlando.  Un processo che cerca di stabilire chi avrebbe potuto salvarlo...

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