Lascia Firenze per raccogliere il testimone di Maurizio Agricola. Già capo della Squadra Mobile partenopea tra il 2014 e il 2017, ha seguito le indagini sulla cosiddetta “paranza dei bambini” e maturato una lunga esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata.
Fausto Lamparelli è il nuovo questore di Napoli. La nomina, ratificata dal Viminale il 9 ottobre 2026, segna il ritorno in città di un dirigente della Polizia di Stato che conosce già da vicino il territorio partenopeo e le sue dinamiche criminali. Lamparelli lascia la Questura di Firenze, che guidava dal dicembre 2024, per succedere a Maurizio Agricola, promosso prefetto e destinato all’incarico di commissario straordinario del Governo per l’area di Castel Volturno.
Per Lamparelli non si tratta, dunque, di un primo approdo a Napoli, ma di un ritorno dopo una stagione professionale particolarmente significativa: dal 2014 al 2017 ha diretto la Squadra Mobile, occupandosi di alcune delle principali inchieste sulla criminalità organizzata cittadina.
Dalla Squadra Mobile alle indagini sulla “paranza dei bambini”
Nato a Benevento, 63 anni, in Polizia dal 1990, Lamparelli ha costruito la propria carriera soprattutto nei reparti investigativi. Prima di arrivare a Napoli ha diretto le Squadre Mobili di Ascoli Piceno, Latina, Bari e Genova, maturando esperienza nel contrasto alla criminalità comune e organizzata.
Nel capoluogo campano, dove arrivò nel gennaio 2014, si trovò a operare in una fase segnata dalle tensioni tra gruppi criminali emergenti e dalle guerre per il controllo delle piazze di spaccio e dei territori del centro storico. Tra le indagini più rilevanti condotte durante la sua direzione figurano quelle sulla cosiddetta “paranza dei bambini”, espressione utilizzata per indicare gruppi di giovanissimi protagonisti della faida di Forcella e delle aree limitrofe.
Un contesto nel quale l’età sempre più bassa di alcuni protagonisti della criminalità organizzata rappresentava un elemento di particolare allarme per gli investigatori. Le inchieste di quegli anni contribuirono a ricostruire assetti, alleanze e contrapposizioni tra gruppi rivali, oltre a portare alla cattura di latitanti.
L’esperienza napoletana costituisce uno dei passaggi più significativi del percorso professionale del nuovo questore, che torna oggi in una città nella quale la presenza dei clan continua a rappresentare una delle questioni centrali per la sicurezza pubblica.
L’esperienza ai vertici della Polizia di Stato
Dopo la parentesi napoletana, Lamparelli ha ricoperto incarichi di responsabilità a livello nazionale. Nel 2017 è stato assegnato alla Scuola Superiore di Polizia, dove ha diretto il Servizio Didattica, occupandosi della formazione e dell’aggiornamento dei funzionari e dei dirigenti.
Nel 2018 è arrivato alla Direzione centrale anticrimine, alla guida del Servizio Polizia Scientifica, struttura che supporta le attività investigative attraverso gli accertamenti tecnici e forensi.
Nel 2019 è stato nominato direttore del Servizio Centrale Operativo (SCO), reparto specializzato della Polizia di Stato impegnato nel coordinamento delle indagini contro la criminalità organizzata, i reati di particolare gravità e i fenomeni criminali che richiedono una collaborazione investigativa anche a livello internazionale.
Un percorso che gli ha consentito di affiancare all’esperienza maturata sul campo una visione più ampia delle strategie di contrasto alle mafie e delle attività investigative sviluppate sul territorio nazionale.
Da Perugia a Firenze, fino al ritorno a Napoli
Nel 2023 Lamparelli ha assunto il suo primo incarico da questore alla guida della Questura di Perugia. Il 16 dicembre 2024 è passato a Firenze, dove ha diretto la Polizia di Stato fino alla nuova nomina.
Ora il trasferimento a Napoli, dove raccoglie il testimone di Maurizio Agricola. Quest’ultimo, dopo aver assunto l’incarico di questore il 5 luglio 2023, è stato promosso prefetto dal Consiglio dei ministri e designato commissario straordinario del Governo per l’area di Castel Volturno.
A Firenze, invece, arriverà Rosaria Amato, proveniente dalla Questura di Verona e destinata a diventare la prima donna a guidare la Questura del capoluogo toscano.
La sfida della sicurezza in una città complessa
Il ritorno di Lamparelli alla Questura di Napoli si inserisce in un quadro nel quale il contrasto alla criminalità organizzata richiede un lavoro investigativo costante, capacità di lettura delle trasformazioni dei gruppi criminali e coordinamento tra le diverse articolazioni delle forze dell’ordine.
La sua precedente esperienza napoletana rappresenta un elemento di conoscenza del territorio, ma la nuova responsabilità è diversa da quella esercitata alla guida della Squadra Mobile. Come questore sarà chiamato a dirigere l’intera struttura provinciale della Polizia di Stato, con competenze che comprendono la prevenzione, l’ordine pubblico, la sicurezza e il coordinamento delle attività degli uffici dipendenti.
Dalle tensioni tra gruppi criminali alle nuove forme di reclutamento giovanile, fino alle esigenze di sicurezza dei quartieri più esposti alla pressione della criminalità, il lavoro della Questura si misura con fenomeni che richiedono interventi investigativi, prevenzione e presenza sul territorio.
Per Fausto Lamparelli è un ritorno in una città già conosciuta professionalmente. Questa volta, però, la responsabilità sarà quella di guidare l’intera Questura, in un territorio nel quale il contrasto ai clan e la tutela della sicurezza dei cittadini restano questioni decisive.









