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Vomero, padre pestato dal branco per difendere le figlie: rischia di perdere una gamba

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
12 Ottobre, 2026
in Cronaca, In evidenza
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Vomero, padre pestato dal branco per difendere le figlie: rischia di perdere una gamba
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L’uomo, 50 anni, è stato aggredito in piazza Vanvitelli dopo essere intervenuto in difesa delle figlie di 12 e 16 anni. Durante il pestaggio è finito a terra ed è stato travolto da un camion della raccolta rifiuti. Operato al Cardarelli, è vigile. Ferita anche una delle ragazze. Identificati e denunciati alcuni minori coinvolti.

È intervenuto per difendere le figlie, ma è finito al centro di una violenta aggressione che avrebbe potuto costargli la vita. Un padre di 50 anni è stato pestato da un gruppo di giovanissimi al Vomero, a Napoli, e travolto da un camion della raccolta dei rifiuti mentre si trovava a terra. Le gravi lesioni riportate a una gamba hanno reso necessario un delicato intervento chirurgico: l’uomo rischia di perdere l’arto.

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L’episodio è avvenuto nella serata di sabato 10 ottobre, in piazza Vanvitelli, uno dei principali luoghi di ritrovo della movida del quartiere collinare. Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa, tutto sarebbe cominciato con un diverbio che ha coinvolto le figlie dell’uomo, di 12 e 16 anni. Le ragazze sarebbero state prima infastidite e poi aggredite fisicamente da alcuni giovani.

Quando il padre è intervenuto per difenderle, la situazione è degenerata. L’uomo è stato circondato e colpito ripetutamente, anche mentre era già a terra, senza riuscire a sottrarsi alla violenza del gruppo.

Il camion gli schiaccia una gamba

La scena è diventata ancora più drammatica quando, durante l’aggressione, l’uomo è rimasto sull’asfalto nei pressi di un autocompattatore di Asìa, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Napoli.

Il mezzo è ripartito mentre il cinquantenne si trovava a terra, schiacciandogli una gamba sotto le ruote. La vittima è stata trasportata all’ospedale Cardarelli, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico per tentare di scongiurare l’amputazione.

Ferita anche una delle figlie

La violenza non ha risparmiato neppure le ragazze. Una delle figlie, di 16 anni, è rimasta ferita durante l’aggressione ed è stata ricoverata all’ospedale Fatebenefratelli. Avrebbe riportato contusioni e lesioni al collo, con la necessità di indossare un collare per circa un mese.

Secondo il racconto della madre, riportato dalla stampa, la ragazza sarebbe intervenuta inizialmente per difendere la sorella più piccola, finendo a sua volta coinvolta nella violenza. La famiglia si è ritrovata così a fare i conti con le conseguenze fisiche e psicologiche di una notte che avrebbe dovuto essere una normale uscita del fine settimana.

Identificati e denunciati alcuni minori

Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine, impegnate a ricostruire le diverse fasi dell’aggressione e a individuare le responsabilità individuali. Alcuni dei minori coinvolti sarebbero già stati identificati e denunciati.

Al vaglio degli investigatori ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, oltre alle testimonianze di chi ha assistito alla scena.

La violenza giovanile nel cuore del Vomero

L’aggressione riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle aree della movida napoletana. Piazza Vanvitelli è uno dei luoghi più frequentati del Vomero ed è stata inserita tra le aree sottoposte a misure rafforzate di vigilanza.

Eppure, proprio in una zona frequentata da famiglie e giovanissimi, un diverbio sarebbe degenerato in un pestaggio che ha coinvolto un padre e le sue figlie, fino a provocare lesioni potenzialmente irreversibili.

La notte tra sabato e domenica ha fatto registrare anche un altro episodio di violenza nel centro di Napoli: un sedicenne si è presentato all’ospedale Pellegrini con una ferita da arma da taglio alla schiena, riferendo di essere stato colpito da uno sconosciuto nei pressi di piazza Dante. Anche su questo caso sono in corso indagini.

Due episodi distinti che riportano al centro una questione comune: la violenza nelle strade, il coinvolgimento di giovanissimi e la necessità di garantire sicurezza anche nei luoghi che dovrebbero essere ordinari spazi di incontro e socialità.

Intanto, un uomo è stato operato per evitare che perda una gamba e una ragazza deve fare i conti con le ferite riportate. Una famiglia che era uscita per trascorrere una serata si è ritrovata travolta dalla violenza.

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Ci sono interventi che durano pochi minuti, ma che possono cambiare per sempre il destino di chi li vive. Momenti nei quali il pericolo non concede tempo per riflettere a lungo e qualcuno sceglie di andare incontro a chi è in difficoltà, mettendo a rischio anche la propria incolumità. È quanto accaduto lo scorso 12 ottobre a Foggia, durante il violento nubifragio che ha investito la città. Nel sottopasso di via Scillitani, invaso dall'acqua e trasformato in una trappola, tre donne sono rimaste bloccate all'interno di un'automobile. A intervenire è stato Fabio Perrucci, 29 anni, carabiniere scelto in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Foggia, che insieme a un collega ha contribuito a portarle in salvo. Una storia di coraggio che acquista un significato ancora più profondo alla luce di un precedente episodio: il 25 giugno 2025, quando prestava servizio a Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci era entrato in un'abitazione avvolta dalle fiamme per soccorrere un anziano allettato, impossibilitato a fuggire autonomamente. Due emergenze diverse, a distanza di oltre un anno, unite dalla stessa scelta: intervenire quando una vita è in pericolo.  Il nubifragio a Foggia e il sottopasso diventato una trappola Il pomeriggio del 12 ottobre, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Foggia. La pioggia intensa, accompagnata in alcuni momenti dalla grandine e da forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti, disagi alla circolazione e numerose richieste di soccorso. Le strade si sono rapidamente riempite d'acqua, mentre diversi locali, tra cui box e cantine, sono stati invasi dalle precipitazioni. In corso Garibaldi è caduto un albero, fortunatamente senza provocare feriti. Ma tra le situazioni più critiche si è registrata quella dei sottopassi, dove l'acqua si è accumulata in pochi minuti, mettendo in difficoltà gli automobilisti. In via Scillitani il livello dell'acqua ha raggiunto circa un metro. Tre donne si sono ritrovate intrappolate nell'abitacolo della loro automobile, esposte a una situazione di grave pericolo.  È in questo scenario che è intervenuto Fabio Perrucci. Il carabiniere ha raggiunto la vettura immergendosi nell'acqua, insieme a un collega, e ha partecipato alle operazioni necessarie per liberare le occupanti e condurle in salvo. Il militare ha dovuto affrontare anche un notevole sforzo fisico per raggiungere e soccorrere tutte e tre le donne, una dopo l'altra. Un intervento nel quale la rapidità era fondamentale: in un sottopasso allagato, infatti, la situazione può peggiorare in tempi brevissimi.  Il precedente a Pagani: l'ingresso nell'abitazione in fiamme La vicenda di Foggia non è un episodio isolato nella storia professionale del ventinovenne. Il 25 giugno 2025, quando era in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci si trovò ad affrontare un'altra emergenza. All'interno di un'abitazione avvolta dalle fiamme c'era un anziano allettato, incapace di uscire da solo. Il fumo rappresentava una minaccia concreta e, mentre si attendeva l'arrivo dei vigili del fuoco, il rischio era che l'uomo non riuscisse a resistere. Il carabiniere entrò nell'appartamento, raggiunse l'anziano, lo sollevò e lo trasportò all'esterno, sottraendolo al pericolo. Un intervento del quale rimase traccia anche in una lettera di ringraziamento inviata dal figlio dell'uomo alla Legione Carabinieri. La testimonianza della sorella: «Per me è mio fratello» Dopo aver visto le immagini del fratello impegnato nel soccorso, Sarah Perrucci ha affidato ai social la propria emozione. Il suo racconto restituisce una prospettiva diversa rispetto alla cronaca dell'intervento: quella di chi conosce la persona che si trova dietro la divisa e vive con apprensione i rischi di una professione che può imporre decisioni immediate. Un post...

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