Il velivolo è stato intercettato dalla Polizia Penitenziaria, ma sarebbe riuscito a ripartire dopo il recupero del carico. L’Uspp rilancia l’allarme sulle nuove tecnologie utilizzate per introdurre materiale illecito in carcere.
Un drone di ultima generazione per portare droga e telefoni cellulari all’interno del carcere di Poggioreale. Il tentativo è stato sventato dagli agenti della Polizia Penitenziaria, che sono riusciti a intercettare il velivolo e a recuperare il carico, anche se il drone è poi riuscito a fuggire.
L’episodio, reso noto il 15 ottobre dall’Unione sindacati di Polizia penitenziaria (Uspp), conferma le difficoltà legate ai tentativi di introdurre sostanze stupefacenti e dispositivi di comunicazione all’interno degli istituti penitenziari attraverso strumenti tecnologici sempre più sofisticati.
Sequestrati 300 grammi di hashish e uno smartphone
Gli agenti del servizio antidroni sono riusciti a recuperare 300 grammi di hashish e uno smartphone di ultima generazione, impedendo che il materiale raggiungesse la sua destinazione. Il velivolo, secondo quanto riferito, è invece riuscito a ripartire.
A rendere noto l’accaduto sono stati il presidente dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario regionale Ciro Auricchio, che hanno sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione e rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto.
L’impiego dei droni apre infatti nuove possibilità per chi tenta di aggirare i controlli degli istituti penitenziari: dispositivi in grado di trasportare droga e telefoni possono diventare un canale per alimentare i traffici illeciti e consentire comunicazioni non autorizzate con l’esterno.
Poggioreale, 2.300 detenuti e 200 agenti in meno
L’Uspp richiama anche le condizioni in cui opera il personale del carcere napoletano. Secondo i dati diffusi dal sindacato, a Poggioreale sono presenti circa 2.300 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 1.600 posti, mentre la carenza di organico ammonterebbe a circa 200 unità.
Numeri che, secondo Moretti e Auricchio, rendono urgente il potenziamento dei controlli perimetrali, l’impiego di tecnologie adeguate per contrastare i droni e il rafforzamento della pianta organica.
Il sindacato parla di una vera e propria «guerra tecnologica» nei cieli delle carceri, con tentativi sempre più avanzati di eludere i sistemi di sicurezza. L’episodio di Poggioreale riporta così al centro una questione che non riguarda soltanto il sequestro di droga o telefoni, ma anche la capacità degli istituti di impedire che le attività illecite continuino a trovare canali di collegamento con l’esterno.
Il carico è stato recuperato. Il drone, invece, è riuscito a fuggire: un dettaglio che evidenzia quanto la risposta tecnologica e organizzativa sia diventata decisiva per la sicurezza penitenziaria.










