Da Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida alla Capitale: 13 autobus, cittadini, comitati, sfollati, studenti, lavoratori e amministratori hanno attraversato Roma fino a piazza Santi Apostoli. Al centro della protesta l’emergenza bradisismica, le migliaia di persone ancora fuori casa e il nuovo decreto atteso dal Governo. I sindaci: “Servono risorse”.
I Campi Flegrei arrivano a Roma. Non soltanto attraverso i sindaci, ma con gli sfollati, i comitati, le famiglie, gli studenti, i lavoratori e i cittadini di un territorio che da mesi vive sotto la pressione del bradisismo e dell’emergenza abitativa.
Sono oltre 700 le persone arrivate oggi nella Capitale a bordo di 13 autobus partiti dall’area flegrea. Il corteo, promosso dalla rete “Campi Flegrei – Uniti nella lotta”, è partito dal Colosseo, ha attraversato i Fori Imperiali e ha raggiunto piazza Santi Apostoli, con l’obiettivo dichiarato di portare le richieste del territorio direttamente al Governo.
Con loro anche i sindaci di Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida, tutti con la fascia tricolore. Una presenza istituzionale che ha voluto accompagnare la protesta dei cittadini e rafforzare la richiesta di un confronto con Palazzo Chigi.
“Non vogliamo essere delocalizzati”
Lo striscione che ha aperto il corteo sintetizza il senso della mobilitazione: “Campi Flegrei uniti nella lotta”.
Tra i cartelli esposti dai manifestanti, due delle richieste più nette: “Soluzioni per gli sfollati, requisite case e alberghi subito” e “No alla delocalizzazione forzata”.
Il punto è proprio questo: chi vive nei Campi Flegrei non chiede soltanto una sistemazione temporanea lontano da casa, ma chiede la possibilità di poter continuare a vivere nel proprio territorio e di avere risposte sulla sicurezza degli edifici, sull’emergenza abitativa e sulla possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni quando le condizioni lo consentiranno.
Il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione, in un messaggio rilanciato durante la mobilitazione, ha parlato di una “giornata storica” e ribadito la volontà di “vivere nella nostra amata terra”.
È il filo conduttore della protesta: restare nei Campi Flegrei, ma poterlo fare in sicurezza.
Quasi 8mila persone fuori casa considerando le diverse ondate sismiche
La mobilitazione arriva dopo gli eventi sismici dello scorso 31 luglio, che hanno aggravato una situazione già segnata da precedenti fasi di crisi bradisismica.
Alla vigilia della manifestazione, erano circa 6mila gli sfollati collegati all’ultimo sisma di luglio, ai quali si aggiungevano circa 2mila persone già fuori dalle proprie abitazioni a seguito delle precedenti ondate sismiche.
Numeri che aiutano a comprendere perché la questione abitativa sia diventata uno dei punti centrali delle richieste rivolte al Governo.
Dopo il terremoto del 31 luglio, la Regione Campania aveva predisposto misure urgenti per garantire il Contributo di autonoma sistemazione (CAS) e, quando necessario, l’ospitalità temporanea in strutture ricettive.
A metà agosto la Regione aveva stanziato un ulteriore milione di euro, destinando 800mila euro al CAS e 200mila alla sistemazione alberghiera per i nuclei familiari sgomberati a seguito del sisma, ma per i comitati e per gli amministratori locali il problema non può essere affrontato soltanto attraverso misure temporanee.
Il decreto atteso dal Governo
Il cuore della manifestazione è il nuovo decreto sui Campi Flegrei annunciato dal Governo.
Un primo intervento era arrivato con il decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, che aveva introdotto misure urgenti per fronteggiare gli effetti dell’evoluzione del bradisismo e degli eventi sismici del 31 luglio e 1° agosto. Tra queste, il contributo per l’autonoma sistemazione destinato ai nuclei familiari con abitazioni sgomberate per inagibilità, ma le comunità flegree chiedono ora un provvedimento più ampio.
Già a settembre, fonti di Palazzo Chigi avevano annunciato l’intenzione del Governo di varare un decreto-legge specifico sui Campi Flegrei, recuperando anche contenuti di emendamenti che non erano stati esaminati durante l’iter del decreto sulla pubblica amministrazione.
La protesta di oggi nasce anche dalla richiesta di vedere quelle proposte trasformate in misure concrete.
Casa, scuole, edifici e costoni: le richieste dei Campi Flegrei
La piattaforma portata a Roma comprende diversi capitoli.
Tra le richieste indicate alla vigilia della manifestazione figurano sistemazioni abitative per gli sfollati; contributi per arrivare a coprire il 100% delle spese di riqualificazione delle abitazioni inagibili; sostegno alle attività economiche; interventi per garantire il ripristino di viabilità e trasporti compromessi dagli eventi sismici; interventi sugli edifici pubblici e privati; misure per le scuole; interventi sui costoni e continuità del personale impegnato nella gestione dell’emergenza.
Non si tratta quindi soltanto di una vertenza legata agli sfollati.
La richiesta è quella di un piano complessivo per un territorio che deve contemporaneamente gestire l’emergenza e prepararsi a una fase più lunga di prevenzione, messa in sicurezza e ricostruzione.
Manzoni: “Abbiamo bisogno di risorse”
A parlare a nome del territorio è stato anche il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, presente in piazza con la fascia tricolore.
“I Campi Flegrei sono uniti, esistono”, ha detto, sottolineando la disponibilità delle comunità a costruire un territorio più resiliente, ma evidenziando la necessità di risorse.
Manzoni ha chiesto che il prossimo decreto recepisca il lavoro svolto nei mesi scorsi dal tavolo tecnico coordinato dalla Prefettura e contenga misure capaci di rispondere non soltanto alle esigenze immediate, ma anche a quelle future.
Per il sindaco di Pozzuoli, inoltre, quello dei Campi Flegrei è ormai un problema nazionale.
Della Ragione: “Non vogliamo soltanto un decreto, vogliamo i contenuti”
Il sindaco di Bacoli ha posto l’accento su un altro aspetto: la continuità dell’emergenza.
“Nel nuovo decreto devono essere inseriti anzitutto i fondi”, ha chiesto Della Ragione, ricordando le proposte elaborate durante il lavoro svolto in Prefettura nei mesi scorsi.
Tra le questioni indicate ci sono gli sfollati, le abitazioni, gli edifici pubblici e privati, le scuole, i costoni e il personale impegnato nell’emergenza.
Proprio quest’ultimo capitolo rischia di diventare una nuova emergenza: secondo il sindaco, i contratti del personale impegnato nella gestione dell’emergenza scadranno a dicembre e senza un intervento si rischia di non avere più le persone necessarie per affrontare la situazione.
La sintesi di Della Ragione è netta: “Dal Governo non vogliamo soltanto un decreto, vogliamo i contenuti”.
I quattro sindaci insieme
A Roma ci sono dunque Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida.
La delegazione istituzionale ha incontrato i rappresentanti dei cittadini e ha portato con sé un documento elaborato dal territorio.
Nel pomeriggio, una delegazione composta dai quattro sindaci e da due rappresentanti dei comitati cittadini è stata ricevuta nella sede della Prefettura di Roma. Il documento contiene le proposte avanzate dalle diverse realtà dei Campi Flegrei in vista del nuovo decreto.
È un passaggio importante perché la richiesta iniziale era quella di essere ricevuti direttamente a Palazzo Chigi.
La mobilitazione punta infatti a ottenere un confronto con la Presidenza del Consiglio e a consegnare le richieste del territorio prima dell’approvazione del nuovo provvedimento.
Il precedente decreto e le richieste rimaste fuori
Alla vigilia della manifestazione, RaiNews aveva ricostruito un elemento decisivo della protesta: alcune delle richieste elaborate dai comitati e dal territorio erano state consegnate al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi circa un mese prima, come possibili emendamenti al decreto 144.
Secondo la ricostruzione della Tgr, quelle proposte non erano poi state inserite nella conversione parlamentare del provvedimento.
Il Governo ha successivamente annunciato l’intenzione di recuperare quelle istanze nel nuovo decreto.
È su questo terreno che oggi si misura la distanza tra le aspettative delle comunità flegree e ciò che sarà effettivamente contenuto nel prossimo provvedimento.
Non soltanto sfollati: il rischio di una crisi economica
La mobilitazione coinvolge anche lavoratori e organizzazioni sindacali.
CGIL e USB hanno evidenziato il rischio di una “desertificazione industriale ed economica” dell’area, chiedendo che l’emergenza sismica non venga affrontata esclusivamente dal punto di vista abitativo.
Per un territorio che vive di attività commerciali, turismo, servizi e imprese, l’emergenza prolungata può infatti produrre conseguenze che vanno oltre l’inagibilità delle abitazioni.
La richiesta diventa quindi quella di proteggere contemporaneamente persone, case, servizi e tessuto economico.
Una protesta che porta il bradisismo nel cuore della Capitale
Per una giornata, il problema dei Campi Flegrei è uscito dal perimetro di Pozzuoli, Bacoli e dei comuni dell’area.
È arrivato nel centro di Roma.
Oltre 700 persone hanno attraversato la Capitale con un messaggio preciso: non chiedono di essere allontanate dalla propria terra, chiedono condizioni per poterci restare.
Gli sfollati chiedono una casa. I sindaci chiedono risorse. I comitati chiedono che le proposte del territorio entrino nel decreto. I lavoratori chiedono continuità e tutela. Tutti chiedono che l’emergenza non venga gestita come una successione di interventi temporanei.
Il Governo ha annunciato un nuovo provvedimento. Ora la partita si sposta sui contenuti.











