L’ave Maria intonato dal neomelodico Nando Mariano quando la sposa ha lasciato la casa paterna, i trombettieri che hanno accompagnato l’uscita degli sposi dalla chiesa suonando la marcia nuziale, il banchetto in un noto locale di Licola, l’allestimento affidato alla wedding planner tanto in voga sui social network, lo show neomelodico che ha visto ben 10 cantanti esibirsi fino a notte fonda, il lungo spettacolo pirotecnico che ha fatto da cornice al taglio della torta e soprattutto la nutrita presenza di figure di spicco del clan De Micco, capeggiati dai due reggenti del clan e testimoni di nozze degli sposi.
Queste le fasi salienti del matrimonio celebrato lo scorso sabato 26 settembre in casa De Micco e che ha visto convolare a nozze una delle nuove leve del clan, uno dei giovani pronti a subentrare in caso di arresto delle pedine cruciali del clan che detiene saldamente il controllo degli affari illeciti e che ha esteso il suo raggio d’azione ben oltre le strade del quartiere Ponticelli.
Un patto di fedeltà consacrato anche e soprattutto mettendo la firma sul certificato di nozze. Numerosi ed espliciti i messaggi pubblicati nelle storie di Instagram e che raccontano un evento che va ben oltre la celebrazione dell’unione di due sposi. Così come sottolinea la scelta di utilizzare un canale che consente ai contenuti di restare visibili solo per 24 ore, offrendo anche un altro vantaggio, tutt’altro che irrilevante: la possibilità di monitorare gli account degli utenti che visualizzano quelle storie.
Un clan che si serve dei social con estrema abilità per lanciare messaggi e rilanciare la sua supremazia. Lo dimostrano in maniera inequivocabile i numerosi frame apparsi sui profili di diversi affiliati. Foto di gruppo tutt’altro che casuali, dove la disposizione di ciascun soggetto disegna l’assetto gerarchico del clan, consegnando un’immagine meritevole di finire negli archivi della DDA di Napoli. E poi, i lussuriosi orologi in bella mostra, esibiti e ostentati per suggellare il potere economico, sintomatico dell’ottimo stato di salute del quale gode il clan per effetto delle estorsioni a tappeto, del business della droga che garantisce ingenti guadagni, al pari delle molteplici attività illecite gestite da un clan che continua a ostentare con sfrontatezza e impunità una leadership criminale conquistata inscenando una strategia del terrore che continua a sortire l’effetto sperato, complice la protratta assenza di azioni concrete da parte dello Stato che a Ponticelli, ormai, latita da due anni. Sono trascorsi 730 giorni dal blitz che all’alba del 2 ottobre del 2024 portò all’arresto di diversi soggetti, seppure, al clan De Micco siano bastate circa 48 ore per ripristinare la supremazia e ridisegnare un nuovo assetto gerarchico che nel corso di questi due anni ha conquistato ulteriore solidità per effetto di diverse scarcerazioni eccellenti, ma soprattutto grazie alla campagna di scouting tra i giovani del quartiere. In perenne ascesa il numero di giovani pronti a dare la vita per servire “i bodo”: “le scene da un matrimonio” che si sono susseguite lo scorso 26 settembre lo comprovano.
Non a caso, probabilmente, a rappresentare i boss detenuti erano i giovani rampolli del clan, affiancati dagli affiliati della prima ora scarcerati di recente che fanno quadrato intorno alle nuove leve. Un unione d’intenti, un’intesa, un legame rinsaldati da un matrimonio che assume un significato ben più ampio rispetto alla celebrazione dell’unione di due sposi. I contenuti pubblicati a pioggia sui social network costruiscono una sequenza di scatti che consegna un’associazione di fatti e persone che in maniera sincrona e motivata guardano nella stessa direzione, condividendo con ferma convinzione la volontà di garantire lunga vita al clan, oltre che agli sposi.
“In un giorno così importante eravate le uniche persone che la mio fianco potevano far sì che tutto fosse perfetto. Vi amo, sappiamo bene che il nostro amore durerà per tutta la vita, anche nei momenti bui le nostre mani resteranno sempre unite. Siete la mia famiglia.”
Questa la dedica pubblicata su Instagram dallo sposo e che accompagna la foto che lo ritrae insieme ai testimoni di nozze, nonché boss reggenti del clan De Micco. Parole che rimarcano “il matrimonio nel matrimonio” celebrato in casa De Micco e che ha visto il giovane ras del clan giurare eterno amore e fedeltà, non solo alla donna che ha sposato, ma anche ai “Bodo”. Parole, immagini, gesti espliciti dai quali trapela quello che tra le strade di Ponticelli è già più che noto e palpabile: qualora dovessero scattare le manette per le figure di spicco del clan, le nuove leve sono già pronte a subentrare al loro posto per garantire continuità e scongiurare il pericolo di una nuova fase di declino.










