Venerdì 25 settembre l’associazione incontrerà la stampa. Nel mirino il costo del carburante e le conseguenze per le imprese: «Necessario coinvolgere committenza, compagnie energetiche e consumatori finali»
Il caro-gasolio rischia di trasformarsi in una crisi sempre più difficile da sostenere per le imprese di autotrasporto. A lanciare l’allarme è ASSOTIR, che venerdì 25 settembre, alle ore 11.30, incontrerà la stampa per fare il punto sulla situazione e presentare alcune proposte per contenere l’impatto dell’aumento dei costi sul settore.
L’associazione degli autotrasportatori mette in particolare sotto osservazione la progressiva riduzione delle misure temporanee adottate dal Governo sulle accise. Il decreto-legge del 17 settembre ha previsto un taglio di 10 centesimi al litro fino al 25 settembre e di 5 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Il provvedimento ha inoltre esteso a ottobre il credito d’imposta straordinario per l’autotrasporto, portando le risorse complessive destinate alla misura a 423,4 milioni di euro.
Per ASSOTIR, però, gli interventi emergenziali non sono sufficienti a fronteggiare una situazione che l’associazione considera ormai strutturale. Il tema sarà al centro della conferenza stampa di venerdì, durante la quale verrà illustrato anche un quadro aggiornato delle difficoltà affrontate dalle imprese.
«Intendiamo richiamare tutti questi soggetti al senso di responsabilità necessario per affrontare un contesto economico che non è destinato a migliorare nel breve periodo», ha dichiarato la presidente nazionale di ASSOTIR, Anna Vita Manigrasso, chiedendo un coinvolgimento più ampio di tutti gli attori della filiera.
L’obiettivo dell’associazione è infatti allargare il confronto oltre il solo rapporto tra categoria e Governo, coinvolgendo committenza, compagnie energetiche e consumatori finali, cioè i soggetti che utilizzano il servizio di trasporto o hanno un interesse diretto al funzionamento del settore.
«Senza interventi, i camion potrebbero fermarsi»
Secondo ASSOTIR, l’aumento dei costi energetici sta mettendo progressivamente sotto pressione i margini delle aziende. L’associazione sostiene che, senza interventi capaci di attenuare l’impatto del caro-carburante, per alcune imprese potrebbe diventare difficile mantenere operativo il servizio.
«A nostro avviso, sia la politica che il mondo delle imprese stanno pericolosamente sottovalutando l’impatto drammatico che dovrà affrontare il settore dell’autotrasporto», ha affermato Manigrasso. «Se non si interviene immediatamente, le aziende e gli operatori non avranno altra scelta che fermare i camion. Le conseguenze per l’intero sistema economico sarebbero disastrose».
L’allarme arriva dopo mesi di interventi temporanei. ASSOTIR aveva già chiesto un nuovo confronto con il Governo il 16 settembre, sottolineando come l’aumento del prezzo del gasolio stesse rendendo progressivamente meno efficaci le misure adottate per sostenere le imprese.
Il confronto con il Governo
L’associazione riconosce all’esecutivo di aver mantenuto gli impegni assunti con il settore nell’incontro del 22 maggio, ma contesta l’assenza, in questa fase, di un nuovo confronto con le rappresentanze dell’autotrasporto.
«Il Governo non avverte l’esigenza di convocare le Associazioni del settore per confrontarsi sulle scelte da operare», ha sottolineato Manigrasso, definendo questa situazione fonte di «ulteriore preoccupazione e incertezza».
La questione non riguarda soltanto il prezzo alla pompa. Per le imprese di autotrasporto merci per conto terzi con veicoli Euro V ed Euro VI, infatti, il sistema di recupero delle accise e i crediti d’imposta rappresentano strumenti fondamentali per compensare almeno in parte l’aumento dei costi.
«La crisi energetica va governata»
Per il segretario generale di ASSOTIR, Claudio Donati, la soluzione definitiva non può dipendere esclusivamente dalle decisioni dei singoli governi nazionali, ma questo non significa che si possa restare fermi.
«La soluzione vera è fuori dalla portata di azione dei governi nazionali», ha spiegato Donati. «Tuttavia, non è accettabile lo stallo che sembra prevalere, anche a livello istituzionale».
L’associazione chiede quindi misure in grado almeno di attenuare gli effetti più pesanti della crisi energetica e, soprattutto, un confronto che coinvolga l’intera filiera.
Il nodo, per ASSOTIR, è evitare che l’aumento del costo del carburante finisca per essere sostenuto quasi esclusivamente dalle imprese di trasporto. Perché quando aumentano i costi per muovere le merci, le conseguenze non restano ferme nei piazzali: possono propagarsi lungo tutta la catena economica.
La conferenza stampa del 25 settembre servirà dunque a mettere sul tavolo numeri, criticità e proposte. E a chiedere una risposta prima che l’emergenza si trasformi, per una parte del settore, nella scelta obbligata di fermare i mezzi.











