Prima la telefonata del falso carabiniere. Poi il finto tesserino, l’ingresso in casa e la richiesta di consegnare l’oro. Infine la violenza, quando l’anziana ha capito di essere stata ingannata e ha provato a difendersi.
Ha 92 anni la donna finita al centro di una violenta rapina messa a segno nella sua abitazione a Napoli.
Per la vicenda la Polizia di Stato ha fermato un 17enne, ritenuto responsabile della rapina e delle gravi lesioni riportate dall’anziana. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli. Dopo l’udienza di convalida, il gip ha disposto il trasferimento del giovane in un istituto per minorenni.
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, coordinata dalla Procura minorile.
La telefonata che apre la porta
La 92enne era sola in casa quando ha ricevuto una telefonata sulla linea fissa, dall’altra parte del telefono c’era un uomo che si è presentato come un carabiniere.
La storia raccontata alla donna era quella, falsa, di una rapina appena avvenuta in una gioielleria. Il sedicente militare le avrebbe spiegato che, nell’ambito delle indagini, era necessario controllare i suoi monili d’oro.
È il meccanismo ormai tristemente noto delle truffe agli anziani: creare paura e urgenza, utilizzare l’autorità delle forze dell’ordine come garanzia e convincere la vittima che consegnare denaro o preziosi sia necessario per una presunta attività investigativa, ma questa volta il raggiro sarebbe stato soltanto il primo passaggio.
Poco dopo la telefonata, infatti, nell’abitazione della donna si è presentato un ragazzo.
Il falso tesserino
Il 17enne, secondo la ricostruzione degli investigatori, aveva con sé un falso tesserino di riconoscimento delle forze dell’ordine.
Quel documento sarebbe bastato a convincere la 92enne ad aprire la porta. Una volta entrato, il giovane avrebbe individuato e sottratto i gioielli della donna. Al momento della fuga, però, qualcosa è andato storto.
L’anziana si è accorta del raggiro, ha capito che quell’uomo non era un rappresentante delle forze dell’ordine e ha tentato di fermarlo. È in quel momento che la truffa si sarebbe trasformata in una rapina violenta.
L’anziana cade e perde conoscenza
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, il giovane avrebbe strattonato la donna, facendola cadere a terra.
La 92enne ha perso conoscenza. Nella caduta ha riportato un trauma cranico e la frattura di tre costole.
Non era più soltanto una truffa si è tramutata in un’aggressione ai danni di una donna di 92 anni, sola nella sua abitazione e proprio la violenza esercitata durante la fuga ha fatto scattare un’indagine serrata della Squadra Mobile.
Le indagini portano al 17enne
Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica del colpo e sono riusciti a individuare il giovane ritenuto coinvolto nella rapina.
Il 17enne è stato sottoposto a fermo e inizialmente collocato in un centro di prima accoglienza.
All’esito dell’udienza di convalida, il gip ha convalidato il provvedimento precautelare e disposto il suo accompagnamento in un istituto per minorenni.
Resta invece da identificare e chiarire il ruolo del presunto complice che avrebbe effettuato la telefonata alla vittima fingendosi carabiniere.
La ricostruzione investigativa, dunque, non si ferma al giovane già fermato.
Il metodo del falso carabiniere
La vicenda ripropone uno schema criminale che colpisce soprattutto le persone anziane.
Il meccanismo è semplice e proprio per questo efficace: una telefonata, una storia costruita per generare paura, un falso rappresentante delle istituzioni e la richiesta di consegnare denaro o oggetti preziosi.
In questo caso, però, il raggiro ha assunto una dimensione ancora più grave.
La vittima non è stata soltanto privata dei suoi beni.
Quando ha tentato di reagire, è stata aggredita e lasciata a terra ferita.
La vicenda ricorda anche un principio fondamentale: le vere forze dell’ordine non chiedono ai cittadini di consegnare gioielli o denaro per effettuare controlli legati a un’indagine.
Di fronte a una richiesta di questo tipo, è necessario interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112.
Una donna di 92 anni davanti a un inganno costruito sulla fiducia
C’è un elemento che rende questa storia ancora più difficile da accettare.
Per entrare in quella casa non sarebbe stata necessaria alcuna effrazione.
È bastata una voce al telefono, una divisa inventata, un tesserino falso e la fiducia che una persona anziana può naturalmente riporre in chi dice di rappresentare lo Stato, poi quella fiducia è stata tradita.
La 92enne è finita in ospedale con tre costole fratturate e un trauma cranico.
Il 17enne si trova ora in un istituto per minorenni, mentre le indagini proseguono per ricostruire ogni responsabilità e individuare eventuali complici.
Una porta aperta per paura di non aiutare la giustizia. Dietro quella porta, invece, c’era qualcuno che secondo l’accusa era lì per derubarla e quando la donna ha capito l’inganno, non ha trovato davanti a sé un carabiniere, ma un giovane pronto ad aggredirla per trafugare il bottino.











