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Napoli, due minorenni accoltellati sul treno per uno sguardo: fermato un 17enne

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
17 Settembre, 2026
in Cronaca
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Napoli, due minorenni accoltellati sul treno per uno sguardo: fermato un 17enne
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Due ragazzi feriti a coltellate dentro un vagone della Circumflegrea. Un litigio nato, secondo la prima ricostruzione, per uno sguardo di troppo. Poi la fuga e una notte di indagini che ha portato la Polizia a individuare il presunto aggressore.

È successo lunedì sera, 15 settembre, a bordo di un treno EAV, all’altezza della stazione di Pianura, nella periferia occidentale di Napoli. A finire nel sangue è stata una lite tra giovanissimi.

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Due minorenni, entrambi di origine egiziana, sono stati colpiti con un’arma da taglio. Uno dei due avrebbe riportato ferite particolarmente gravi.

Nella notte la Polizia di Stato ha individuato e sottoposto a fermo un 17enne, ritenuto gravemente indiziato dell’aggressione. L’ipotesi di reato contestata è quella di tentato omicidio aggravato.

La lite dentro il vagone

Tutto sarebbe cominciato durante il viaggio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra i ragazzi sarebbe nato un diverbio per motivi apparentemente banali: uno sguardo considerato provocatorio.

Una scintilla.

Poche parole.

Poi la situazione sarebbe rapidamente degenerata.

Il 17enne avrebbe estratto un coltello e avrebbe colpito i due ragazzi.

Un’aggressione consumata davanti agli altri passeggeri del treno, trasformando per alcuni istanti un normale viaggio in una scena di paura.

Quando il convoglio è arrivato alla stazione di Pianura, è scattato l’allarme.

Due ragazzi feriti

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono intervenuti dopo la segnalazione della presenza di due minorenni feriti a bordo del treno.

Sul posto sono arrivati anche gli investigatori della IV Sezione della Squadra Mobile, chiamati a ricostruire una dinamica avvenuta in pochi minuti e all’interno di un convoglio in movimento.

Le vittime sono state soccorse e trasportate in ospedale.

Uno dei due ragazzi, secondo quanto riferito dalle cronache, versava in condizioni particolarmente serie.

Gli investigatori hanno quindi iniziato a raccogliere le testimonianze dei presenti e ad acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti sul convoglio e nella stazione.

Le telecamere e le testimonianze

È stata una corsa contro il tempo.

Chi era sul treno ha raccontato di aver assistito al litigio, ma inizialmente non sarebbe stato chiaro cosa avesse provocato la discussione.

Gli investigatori hanno quindi incrociato le testimonianze con le immagini della videosorveglianza.

Un lavoro che, secondo quanto riferito dal Corriere del Mezzogiorno, ha consentito alla Squadra Mobile di arrivare rapidamente all’identificazione del giovane ritenuto responsabile dell’aggressione.

Il 17enne è stato rintracciato nella notte per lui è scattato il fermo di polizia giudiziaria. Ora è in attesa dell’udienza di convalida davanti all’autorità giudiziaria minorile.

Uno sguardo, due coltellate e la paura

La ricostruzione investigativa racconta una vicenda che colpisce anche per la sproporzione tra la presunta scintilla e la violenza che ne sarebbe seguita.

Uno sguardo, un gesto interpretato come una provocazione che sarebbe sfociato in una lite, culminata nel sangue e che ha portato al ferimento di due ragazzi.

Tutto dentro un treno affollato, mentre il convoglio continuava la sua corsa.

È ancora presto per stabilire ogni responsabilità e la posizione del 17enne dovrà essere valutata dall’autorità giudiziaria, ma l’episodio riporta ancora una volta al centro una domanda che riguarda la sicurezza sui mezzi pubblici e, soprattutto, la capacità di una lite tra adolescenti di trasformarsi in pochi secondi in qualcosa di molto più grave.

Le indagini non sono finite

Il fermo del 17enne non chiude l’inchiesta.

Gli investigatori stanno continuando a verificare la dinamica dell’aggressione e il ruolo di eventuali altre persone.

Bisognerà ricostruire con precisione cosa sia accaduto dentro quel vagone, chi abbia iniziato il litigio, come sia stato utilizzato il coltello e cosa sia successo immediatamente dopo l’aggressione.

Sarà inoltre l’autorità giudiziaria a valutare la posizione del minorenne fermato e la fondatezza delle accuse.

Per ora restano i fatti accertati dell’emergenza: due ragazzi minorenni feriti durante un viaggio in treno e un coetaneo fermato poche ore dopo perché ritenuto gravemente indiziato dell’accoltellamento.

E resta soprattutto l’immagine più assurda di questa storia: un treno che corre verso la sua destinazione, mentre per due ragazzi un semplice viaggio si trasforma improvvisamente in una corsa verso l’ospedale.

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Ci sono interventi che durano pochi minuti, ma che possono cambiare per sempre il destino di chi li vive. Momenti nei quali il pericolo non concede tempo per riflettere a lungo e qualcuno sceglie di andare incontro a chi è in difficoltà, mettendo a rischio anche la propria incolumità. È quanto accaduto lo scorso 12 ottobre a Foggia, durante il violento nubifragio che ha investito la città. Nel sottopasso di via Scillitani, invaso dall'acqua e trasformato in una trappola, tre donne sono rimaste bloccate all'interno di un'automobile. A intervenire è stato Fabio Perrucci, 29 anni, carabiniere scelto in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Foggia, che insieme a un collega ha contribuito a portarle in salvo. Una storia di coraggio che acquista un significato ancora più profondo alla luce di un precedente episodio: il 25 giugno 2025, quando prestava servizio a Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci era entrato in un'abitazione avvolta dalle fiamme per soccorrere un anziano allettato, impossibilitato a fuggire autonomamente. Due emergenze diverse, a distanza di oltre un anno, unite dalla stessa scelta: intervenire quando una vita è in pericolo.  Il nubifragio a Foggia e il sottopasso diventato una trappola Il pomeriggio del 12 ottobre, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Foggia. La pioggia intensa, accompagnata in alcuni momenti dalla grandine e da forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti, disagi alla circolazione e numerose richieste di soccorso. Le strade si sono rapidamente riempite d'acqua, mentre diversi locali, tra cui box e cantine, sono stati invasi dalle precipitazioni. In corso Garibaldi è caduto un albero, fortunatamente senza provocare feriti. Ma tra le situazioni più critiche si è registrata quella dei sottopassi, dove l'acqua si è accumulata in pochi minuti, mettendo in difficoltà gli automobilisti. In via Scillitani il livello dell'acqua ha raggiunto circa un metro. Tre donne si sono ritrovate intrappolate nell'abitacolo della loro automobile, esposte a una situazione di grave pericolo.  È in questo scenario che è intervenuto Fabio Perrucci. Il carabiniere ha raggiunto la vettura immergendosi nell'acqua, insieme a un collega, e ha partecipato alle operazioni necessarie per liberare le occupanti e condurle in salvo. Il militare ha dovuto affrontare anche un notevole sforzo fisico per raggiungere e soccorrere tutte e tre le donne, una dopo l'altra. Un intervento nel quale la rapidità era fondamentale: in un sottopasso allagato, infatti, la situazione può peggiorare in tempi brevissimi.  Il precedente a Pagani: l'ingresso nell'abitazione in fiamme La vicenda di Foggia non è un episodio isolato nella storia professionale del ventinovenne. Il 25 giugno 2025, quando era in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci si trovò ad affrontare un'altra emergenza. All'interno di un'abitazione avvolta dalle fiamme c'era un anziano allettato, incapace di uscire da solo. Il fumo rappresentava una minaccia concreta e, mentre si attendeva l'arrivo dei vigili del fuoco, il rischio era che l'uomo non riuscisse a resistere. Il carabiniere entrò nell'appartamento, raggiunse l'anziano, lo sollevò e lo trasportò all'esterno, sottraendolo al pericolo. Un intervento del quale rimase traccia anche in una lettera di ringraziamento inviata dal figlio dell'uomo alla Legione Carabinieri. La testimonianza della sorella: «Per me è mio fratello» Dopo aver visto le immagini del fratello impegnato nel soccorso, Sarah Perrucci ha affidato ai social la propria emozione. Il suo racconto restituisce una prospettiva diversa rispetto alla cronaca dell'intervento: quella di chi conosce la persona che si trova dietro la divisa e vive con apprensione i rischi di una professione che può imporre decisioni immediate. Un post...

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