La Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina bruciano da ore. Più fronti di fuoco, alimentati dal vento, hanno attraversato i versanti tra Amalfi, Positano, Agerola e Vico Equense, arrivando a minacciare abitazioni e strutture ricettive. Nel borgo di San Lazzaro, ad Agerola, alcune abitazioni sono state evacuate.
È una notte e una giornata di paura quella vissuta lungo uno dei tratti più suggestivi della Campania.
Le fiamme, partite in diversi punti della Costiera, si sono rapidamente propagate sospinte dalle raffiche di vento, rendendo particolarmente difficili le operazioni di spegnimento. I fronti hanno interessato in particolare le aree di Tordigliano, Positano, Amalfi, Vettica e Agerola, arrivando fino al territorio di Vico Equense e della Penisola Sorrentina.
Paura a San Lazzaro: evacuate alcune abitazioni
Ad Agerola la situazione più delicata si è registrata nel borgo di San Lazzaro, dove il fuoco è arrivato a lambire le abitazioni.
Per tutelare le persone nelle zone maggiormente esposte è stato disposto l’allontanamento temporaneo di alcuni residenti e di persone presenti nelle strutture interessate.
Il fuoco, spinto dal vento, ha raggiunto anche aree vicine a strutture ricettive. Nella notte, in altre zone della Costiera, alcuni turisti sono stati costretti ad abbandonare i luoghi in cui si trovavano mentre le fiamme avanzavano.
La priorità, come ribadito dalla Protezione civile regionale, è stata quella di mettere in sicurezza le persone e le abitazioni minacciate dal fuoco.
Due Costiere unite dall’emergenza
Il rogo non ha seguito i confini amministrativi.
Da un lato la Costiera Amalfitana, con i fronti sviluppatisi tra Amalfi, Positano e Conca dei Marini. Dall’altro la Penisola Sorrentina, con particolare preoccupazione per Vico Equense, Tordigliano e il confine con Agerola e Piano di Sorrento.
A Tordigliano il fronte è stato particolarmente critico, tanto da rendere necessaria la chiusura della strada e interrompere i collegamenti tra la Costiera Amalfitana e quella Sorrentina.
Un’emergenza che, nel giro di poche ore, ha trasformato un territorio simbolo del turismo internazionale in una distesa di fumo e fiamme.
In campo vigili del fuoco, Protezione civile e Canadair
La macchina dei soccorsi è stata mobilitata per tutta la notte.
A terra hanno operato i Vigili del fuoco, le squadre della Protezione civile, i volontari antincendio e gli operatori della Sma, con rinforzi arrivati anche da altre province.
La Protezione civile regionale ha mobilitato nella notte oltre 60 volontari per fronteggiare i diversi focolai.
Dal cielo sono arrivati gli aerei antincendio.
I Canadair hanno operato sui fronti più difficili da raggiungere da terra, affiancati dagli elicotteri regionali. In una fase successiva, secondo quanto riferito dai Vigili del fuoco, sono arrivati a operare tre Canadair sulla Costiera Amalfitana, ma il vento ha continuato a rendere estremamente complicato il lavoro delle squadre.
I sindaci: «Non è un incendio naturale»
Mentre i soccorritori combattevano contro le fiamme, dalle amministrazioni locali è arrivata una denuncia molto pesante.
Il sindaco di Amalfi Daniele Milano ha escluso l’origine naturale del rogo e ha parlato della necessità di individuare chi possa esserci dietro gli incendi.
Sulla stessa linea la sindaca di Positano Gabriella Guida, che ha riferito all’Ansa di ritenere possibile la natura dolosa dell’incendio.
Si tratta, al momento, di ipotesi che dovranno essere accertate dagli investigatori. Di certo c’è ciò che il fuoco ha già lasciato dietro di sé. Boschi e macchia mediterranea distrutti.
Alberi secolari bruciati, versanti devastati e il rischio che le conseguenze più gravi possano emergere non soltanto nell’immediato, ma nei prossimi mesi, anche sul piano del dissesto idrogeologico. È una delle preoccupazioni espresse dalla sindaca di Positano.
Il conto dei danni arriverà dopo il fuoco
La conta dei danni non è ancora definitiva.
Prima bisogna spegnere completamente gli incendi, mettere in sicurezza le aree e consentire ai tecnici di effettuare i sopralluoghi.
Solo allora sarà possibile comprendere fino in fondo quanto è stato distrutto.
La Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina sono paesaggi che il mondo conosce per la loro bellezza. Ma dietro le fotografie, gli alberghi, le terrazze sul mare e i luoghi da cartolina esiste un territorio fatto di boschi, valloni, terrazzamenti e piccoli borghi.
Un territorio che, questa notte, ha avuto bisogno di essere difeso dalle fiamme.










