La cerimonia nella caserma “della Vittoria”, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma Salvatore Luongo. Masciulli lascia Napoli per assumere la guida della Direzione Investigativa Antimafia
Cambio al vertice del Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli. Nella caserma “della Vittoria”, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, il Generale di Corpo d’Armata Nicola Massimo Masciulli ha ceduto il comando al Generale di Corpo d’Armata Rosario Castello.
Una cerimonia alla quale hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, insieme a una rappresentanza dei Carabinieri dei reparti dipendenti.
Per Masciulli si chiude così l’esperienza alla guida di un Comando che coordina l’attività dell’Arma in Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata. Un incarico che ora lascia per assumere a Roma la direzione della Direzione Investigativa Antimafia, dove porterà l’esperienza maturata a contatto con territori caratterizzati da fenomeni criminali differenti e in continua evoluzione.
Rosario Castello alla guida dell’“Ogaden”
A raccogliere il testimone è il Generale Rosario Castello, ufficiale originario di Noto, con una lunga esperienza maturata in diverse aree del Paese e in incarichi operativi, territoriali e di staff.
Nel corso della sua carriera ha prestato servizio dal Piemonte alla Calabria, dal Molise alla Puglia, dalla Basilicata alla Sicilia, ricoprendo anche diversi incarichi a Roma.
Ha inoltre guidato la Legione Carabinieri “Basilicata”, dal 2018 al 2020, e la Legione Carabinieri “Sicilia”, confrontandosi con contesti territoriali e fenomeni criminali profondamente diversi.
Un bagaglio professionale che ora confluisce nella guida dell’“Ogaden”, uno dei comandi territoriali più importanti dell’Arma, esteso su cinque regioni e su realtà sociali, economiche e criminali molto differenti.
Una complessità nella quale le Stazioni Carabinieri continuano a rappresentare il presidio più vicino ai cittadini, il punto di contatto quotidiano tra l’Arma e le comunità.
Luongo: «Dietro ogni uniforme c’è una persona»
Nel corso della cerimonia, il Comandante Generale Salvatore Luongo ha rivolto il ringraziamento dell’Arma al Generale Masciulli per il servizio svolto, accompagnandolo con gli auguri per il nuovo e delicato incarico alla DIA.
A Castello, invece, gli auspici di buon lavoro alla guida dell’“Ogaden”.
Nel suo intervento, Luongo ha richiamato una concezione del comando fondata innanzitutto sul rispetto della persona: fermezza senza distanza, autorevolezza senza autoritarismo, capacità di decidere ma anche di ascoltare.
Guidare donne e uomini dell’Arma, è stato il senso del suo intervento, significa ricordare che dietro ogni uniforme c’è una persona. E che la responsabilità di chi comanda non si esaurisce nelle decisioni assunte, ma passa anche dalla capacità di sostenere, orientare e valorizzare chi ogni giorno quelle decisioni è chiamato a trasformarle in servizio.
Un messaggio che assume un significato particolare in un comando chiamato a operare su un territorio tanto vasto e complesso.
Il ricordo dell’Appuntato Scelto Antonino Roberto Centoze
Durante la cerimonia, il Comandante Generale ha incontrato anche Olimpia Florio, vedova dell’Appuntato Scelto Qualifica Speciale Antonino Roberto Centoze, deceduto il 27 luglio 2026, insieme ai loro tre figli.
Un momento di vicinanza alla famiglia del militare e, attraverso di essa, a tutte quelle famiglie che continuano a custodire il legame con l’Arma anche dopo la fine del servizio.
Un passaggio particolarmente significativo in una giornata dedicata al cambio di comando, ma nella quale il valore umano dell’istituzione è rimasto centrale.
La sfida del nuovo comandante
Il Generale Castello ha indicato la strada lungo la quale intende proseguire: presenza costante tra i cittadini, controllo del territorio, contrasto alla criminalità comune e organizzata e capacità di leggere rapidamente l’evoluzione dei fenomeni criminali.
Una sfida che dovrà necessariamente tenere insieme le peculiarità delle cinque regioni affidate all’“Ogaden” e una visione sempre più integrata dell’attività dell’Arma.
L’obiettivo è coniugare la conoscenza capillare dei territori con le moderne capacità investigative e tecnologiche, rafforzando al tempo stesso il raccordo tra le diverse componenti dell’Arma.
Perché la criminalità cambia, utilizza nuovi strumenti, attraversa confini territoriali e si adatta rapidamente. E anche chi la combatte deve essere in grado di evolvere con la stessa velocità.
Masciulli: modernità senza perdere l’identità
Nel momento della cessione del comando, il Generale Masciulli ha auspicato che il percorso intrapreso possa proseguire nel segno della modernizzazione dell’Arma, senza però smarrirne l’identità.
Al centro, ancora una volta, le Stazioni Carabinieri, espressione concreta della vocazione alla prossimità e del rapporto quotidiano con le comunità.
È proprio questo il filo che unisce il passaggio di consegne: da una parte l’esperienza maturata da Masciulli, ora chiamato a una nuova responsabilità nazionale nella lotta alla criminalità organizzata; dall’altra quella di Castello, chiamato a raccogliere il testimone e a guidare un comando che ha sotto la propria responsabilità cinque regioni e milioni di cittadini.
A cambiare è il comandante. La missione resta la stessa: essere presenti, conoscere il territorio, proteggere le comunità e contrastare la criminalità prima ancora che possa trasformarsi in una minaccia.










